28 settembre 2022

Logo t24
Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Impresa

04 aprile 2022

Latte S.Ginese, al via la ricerca di un acquirente

Siglato il patto per la reindustrializzazione, con un anno di Cig. Arborea darà mandato a un advisor.

Nessuna chiusura, ma il tempo di un anno per la reindustrializzazione: Latte Arborea, Regione Toscana, Arti, sindacati e Rsu hanno siglato il patto per 12 mesi di Cig a favore dei 24 lavoratori dello stabilimento S.Ginese di Capannori. L’intesa, annunciata nelle scorse settimane, prevede che Arborea dia incarico a un advisor specializzato “con la missione di fare scouting – ha spiegato Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione per le crisi aziendali – e favorire e supportare il possibile processo di reindustrializzazione; per chi acquisisse l’azienda verrà inoltre messa a disposizione una dote economica, insieme ai vari asset aziendali, compreso il marchio”.

Finisce l’era (tormentata) di Arborea

I sindacati hanno espresso un cauto ottimismo per le prospettive aperte dall’accordo, rispetto alla chiusura dello stabilimento annunciata in origine da Arborea, parlando di “primo passo” nella direzione giusta. “Le organizzazioni sindacali – affermano Flai-Cgil e Fai-Cisl – ritengono importante il risultato ottenuto, per niente scontato, di fronte ad un’azienda che da tempo ha mostrato di voler lasciare il territorio toscano, concentrandosi solo su quello sardo. Purtroppo le leggi italiane danno ancora la possibilità alle aziende di abbandonare i siti produttivi, lasciando le maestranze senza lavoro e senza futuro, la sottoscrizione dell’accordo permette di utilizzare gli insufficienti strumenti legislativi per rendere possibile la reindustrializzazione della fabbrica”.

Si avvia dunque alla conclusione l’era di Latte Arborea, che nel 2017 rilevò una prima volta, temporaneamente, gli asset della cooperativa Caplac (in liquidazione dal 2016), e successivamente si aggiudicò all’asta la cooperativa nella primavera del 2018, per un ammontare di 2,55 milioni di euro, avendo la meglio sull’offerta di Latteria Soligo. Ma dopo poco più di due anni, nel settembre 2020, la proprietà interruppe il ritiro del latte dagli allevatori locali in Lucchesia e in Garfagnana, disdettando i contratti.

“Vogliamo un prezzo giusto per il latte alla stalla”

“Quando una stalla chiude non riapre, e il tempo non gioca certo a favore della nostra zootecnia, costretta persino a razionare il cibo a causa degli spaventosi rincari di materie prime ed energia degli ultimi mesi”, lamenta oggi Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca. “Quando entrerà nel vivo – sostiene – un eventuale piano di reindustrializzazione, in seguito all’ingresso, e lo speriamo tutti di un nuovo acquirente, ricordiamoci di fare i conti prima con la produzione e quindi con quel che resta delle stalle. E’ la mentalità del sottocosto, aggravata da rincari, speculazioni e pratiche sleali che ha portato il settore al tracollo”.

Infatti, secondo Elmi, “pagare il latte 37-39 centesimi al litro alla stalla quando oggi agli allevatori per produrre quel litro di latte significa spendere 46 centesimi mentre allo scaffale costa anche 1,85 centesimi significa affondare il settore e spalancare le porte del nostro paese al latte di importazione a discapito di distintività, territorialità e qualità. Questo indipendentemente dal futuro della San Ginese, che noi tutti ci auguriamo possa tornare ad essere un interlocutore serio, etico e responsabile della zootecnia locale e del territorio. Non accetteremo interlocuzioni dove non sia riconosciuto un giusto prezzo di partenza per le stalle che non può essere inferiore ai costi di produzione sostenuti e rilevati da Ismea”.

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Industria

23 settembre 2022

Concordato (in continuità) per Fimer, la crisi è finanziaria

Leggi tutto
Industria

20 settembre 2022

La spinta green fa quadruplicare il fatturato di Novatec

Leggi tutto
Industria

16 settembre 2022

A Lucart 101 milioni dalle banche per diventare più green

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci