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08 giugno 2023

L’ad Punch: “Ecco i tre motivi per cui Vitesco ha ancora mercato”

Intervista al ceo dopo il passaggio di proprietà dei due stabilimenti di Fauglia e di San Piero a Grado che producono iniettori.

Silvia Pieraccini

Lo stabilimento Punch di Torino

Dal sindaco di Fauglia alla Regione Toscana, fino al presidente dell’Unione Industriale pisana, tutti applaudono alla notizia del passaggio di proprietà – dalla tedesca Vitesco Technologies alla multinazionale belga (con stabilimento a Torino) Punch – delle fabbriche di Fauglia e di San Piero a Grado, in cui si producono iniettori per auto a benzina e in cui lavorano 950 addetti.

Il sospiro di sollievo è legato soprattutto al fatto che Vitesco (l’ex-Continental) aveva annunciato da tempo la volontà di uscire dal mondo della combustione per passare all’elettrico, ipotizzando 750 esuberi in provincia di Pisa a partire dal 2024. Ora quegli esuberi sono cancellati e gli stabilimenti pisani continueranno a produrre iniettori, anche se questi componenti non esistono nelle auto elettriche che sembrano destinate a dominare la transizione ecologica. Dunque come faranno gli stabilimenti pisani a rimanere competitivi? “L’elettrico è solo una delle soluzioni”, risponde l’amministratore delegato delle società italiane di Punch, Pierpaolo Antonioli.

Vitesco voleva ridimensionare fortemente i due stabilimenti pisani. Voi pensate possano stare sul mercato. Perché?

Innanzitutto perché non tutto diventerà elettrico, e poi perché non ci sono solo le auto. Il mondo dei trasporti è fatto da camion, treni, aerei, navi, mezzi agricoli che continueranno, ancora per molti anni, a usare il motore endotermico. Inoltre, anche guardando all’auto, il mercato non è solo europeo, e in molti Paesi fuori dall’Europa l’elettrico avrà difficoltà ad affermarsi perché per adesso non ci sono infrastrutture.

Quindi gli iniettori hanno ancora chance?

Nel mercato dei motori a combustione interna il numero dei fornitori si sta riducendo e dunque per chi rimane, come noi, il mercato si allarga.

Significa che l’occupazione nei due stabilimenti pisani è garantita?

Significa che c’è una buona certezza che questi stabilimenti, con le competenze che hanno, possano continuare a operare. Molti clienti mi hanno detto: ‘Meno male che avete preso Pisa, perché così potete garantirci continuità del prodotto’.

Pensate anche allo sviluppo di nuovi prodotti?

Innanzitutto vorremmo portare a Pisa clienti nuovi: non solo del mondo dell’auto, com’è adesso, ma del mondo industriale e commerciale. E poi vogliamo sviluppare a Pisa gli iniettori a idrogeno, che per noi rappresentano un elemento-chiave visto che facciamo motori a idrogeno e vogliamo diventare i produttori leader nel settore. Faremo sinergie tra i due stabilimenti pisani e con quello di Torino, per operare in modo integrato.

Nel 2022 la Regione Toscana ha firmato un protocollo d’intesa per accompagnare Vitesco verso la mobilità elettrica. Ora che lo scenario è cambiato, cosa accadrà?

Discuteremo un nuovo protocollo, e speriamo che la Regione possa supportare anche noi in questa operazione.

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Silvia Pieraccini

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