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Industria

18 dicembre 2023

La conceria Vesta Corporation (Bravo Capital) cresce anche in sostenibilità

Fatturato 2022 a 22,2 milioni per l’azienda del distretto di S. Croce acquisita da un fondo. Al via la ricerca sui prodotti bio-based.

Silvia Pieraccini

E’ una delle concerie del distretto di Santa Croce sull’Arno (Pisa) passata – tre anni fa – a un fondo d’investimento. Ora Vesta Corporation, azienda che fa capo per il 70% al private equity lussemburghese Bravo Capital Partners e per il 30% all’ex proprietario Sauro Gabbrielli (che è l’amministratore delegato), accelera sulla rendicontazione delle attività Esg, misurando le performance ambientali e sociali nel primo bilancio di sostenibilità 2022 e impegnandosi a migliorarle. “Per noi di Vesta – afferma Gabbrielli nella lettera agli stakeholder – la sfida futura è crescere generando un cambiamento positivo di cui tutti i nostri stakeholder possano beneficiare, promuovendo iniziative, servizi e soluzioni che siano in grado di generare benessere sociale e ambientale”.

Nel 2022 il fatturato è salito del 10%

La conceria, che lavora pelli per calzature e pelletteria per i marchi del lusso, ha chiuso il 2022 con 22,2 milioni di euro di fatturato (+10% sul 2021), un margine operativo lordo di 3,84 milioni e un utile che ha sfiorato i due milioni, in discesa (-28%) per l’incremento dei costi di produzione, soprattutto energia e lavorazioni esterne. Sul fronte ambientale l’azienda – dopo aver realizzato, fin dal 2016, l’innovazione Adon21, utilizzando al posto dei metalli pesanti, nel processo di concia, dei prodotti sintetici e riducendo l’uso di acqua e le emissioni di Co2 – ora si sta concentrando sulla ricerca e sviluppo di prodotti bio-based che, al termine del ciclo di vita, potranno essere restituiti alla conceria per essere destinati alla filiera agricola come concimi e biostimolanti per le coltivazioni biologiche.

La sede della conceria Vesta Corporation a Ponte a Egola (San Miniato)

Meno consumi di energia e di acqua e meno emissioni

Nel 2022 i consumi energetici della conceria Vesta (40 dipendenti) sono scesi di circa il 16% grazie soprattutto all’installazione di un nuovo impianto di riscaldamento a metano che ha migliorato l’efficienza energetica. In calo anche le emissioni Scope 1 e Scope 2 (-10%). Dal 2021 viene calcolata e certificata la Co2 equivalente derivante dalle proprie attività, e ora Vesta ha deciso di impegnarsi nella compensazione totale delle emissioni attraverso l’acquisizione di crediti derivanti da progetti certificati dalle Nazioni Unite. Per la compensazione delle emissioni 2021 il progetto riguarda la compartecipazione alla costruzione di un importante impianto idroelettrico. Anche sul fronte idrico nel 2022 sono scesi i consumi (-14%), con l’80% dell’acqua usata nel processo produttivo inviata al depuratore consortile (il 20% è assorbita dalla pelle ed evapora nell’asciugatura).

Un settore ad alta intensità maschile

Sul fronte del genere, il settore conciario è caratterizzato da una forte polarizzazione “dovuta principalmente all’intensità del lavoro fisico richiesto durante i processi produttivi – si legge nel bilancio di sostenibilità – e per questo motivo il 100% degli operai (sono 30, ndr) è costituito da dipendenti uomini, mentre le posizioni amministrative (otto) sono ricoperte esclusivamente da donne”. Nessuna donna siede nel consiglio di amministrazione, formato da cinque membri.

Gli obiettivi futuri di sostenibilità

Tra gli obiettivi futuri di sostenibilità ci sono – oltre al progetto di compensazione delle emissioni di Co2 – l’installazione di un impianto fotovoltaico sullo stabilimento e di altre due colonnine di ricarica per auto; la riduzione dell’acqua usata nel processo produttivo; il miglioramento delle condizioni dei dipendenti e il supporto alla comunità locale.

Autore:

Silvia Pieraccini

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