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19 luglio 2022

In Toscana le imprese artigiane temono un anno difficile

La previsione del +3,5% di fatturato contenuta nel rapporto Ebret è inferiore al trend dell’inflazione, e può ridursi ancora.

Periodo di incertezze per le imprese artigiane della Toscana, colpite anch’esse dal boom dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Le previsioni degli imprenditori artigiani toscani per il 2022, raccolte da Ebret a metà marzo – con la guerra in Ucraina già iniziata – indicano una crescita attesa del fatturato del +3,5%, un dato che però, a prezzi correnti, sarebbe inferiore alla dinamica dell’inflazione, portando dunque a un dato negativo in termini reali. Senza contare che tali previsioni sono naturalmente soggette al rischio concreto di future correzioni al ribasso.

Nel 2021 ripresa per tutte le province toscane

Questo, secondo il rapporto annuale Ebret presentato a Firenze, dopo che nel 2021 le imprese artigiane della Toscana avevano evidenziato “una buona capacità di resilienza e recupero, riuscendo a rilanciarsi anche grazie agli interventi messi in campo per sostenere l’economia”. Nell’anno passato, infatti, il volume d’affari è risultato in crescita del 7,9%, interessando il 42% delle imprese artigiane contro situazioni di diminuzione limitate al 9%. La ripresa ha interessato la generalità dei comparti monitorati (unica eccezione il tessile, con un -3,5%) e tutti i territori provinciali.

Sotto il profilo dimensionale, le imprese più strutturate (almeno 10 dipendenti) hanno confermato un andamento relativamente migliore, facendo registrare un incremento di fatturato (+11,2%) pari a quasi il doppio quello realizzato dalle realtà più piccole (+6,8%). La crescita del fatturato si è accompagnata a un recupero dei margini (migliorati per il 22% delle imprese intervistate, in peggioramento per il 10%), e a un incremento della spesa aggregata per investimenti (aumentata per il 18% delle imprese artigiane, in diminuzione solo per il 2%).

“La crisi di governo è scollata dalla realtà”

L’incertezza relativa alle sorti del governo non piace agli artigiani, secondo il presidente di Ebret Mario Catalini, secondo cui l’attuale situazione economica “impone delle necessarie ed urgenti misure volte a ridurre il cuneo fiscale e ad aumentare il livello dei salari: per questo appare del tutto scollata dalla realtà una crisi di governo. In un momento così delicato e difficile occorre concentrare gli sforzi per trovare soluzioni condivise che restituiscano potere di acquisto e dignità ai lavoratori. Le elezioni ci saranno comunque a breve: anticiparle mettendo a rischio gli investimenti del Pnrr e la coesione sociale appare davvero una scelta incomprensibile”.

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