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09 agosto 2023

Il timoroso ottimismo delle imprese della Costa

Fatturato in crescita ma mercato in bilico, come spiega in un intervento il presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest Valter Tamburini.

di Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest

Nelle scorse settimane la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, in collaborazione con l’Istituto di Studi e Ricerche di Carrara, ha condotto un’indagine per valutare le dinamiche economiche, le sfide e le tendenze delle Pmi nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Volendo utilizzare una metafora “meterologica” il sondaggio è stato battezzato “ClimaImpresa”. 

I risultati dello studio evidenziano come il 2022 sia stato un anno estremamente positivo. La maggior parte delle piccole e medie imprese ha infatti registrato un aumento del fatturato e anche l’occupazione, seppur a un ritmo più contenuto, è aumentata. Tuttavia è da segnalare come la quasi la totalità delle aziende (che sono piccole e medie) registri un forte ridimensionamento dei propri margini di profitto: detto in altri termini, le nostre aziende non sono riuscite a scaricare sui clienti i rincari di prezzo subìti. 

Le previsioni per il 2023 confermano l’intonazione positiva per quanto riguarda l’andamento del proprio giro d’affari. L’ottimismo però scema notevolmente quando le aziende vengono chiamate ad esprimersi riguardo alla situazione generale del proprio mercato di riferimento. Infatti, interrogate in merito alla questione, il saldo tra “ottimisti” e “pessimisti” pende nettamente verso la seconda categoria. 

Le Pmi, già pesantemente colpite dalla riduzione dei margini affrontata nel 2022, temono che il clima economico possa deteriorarsi. L’indagine segnala infatti una crescente pessimismo rispetto all’aumento dei costi e al possibile calo della domanda. Oltre a questo, si evidenziano problemi di liquidità, influenzati dall’aumento dei tassi di interesse di cui ancora non si vede la fine, ma anche la difficoltà cronica, confermata anche dalle nostre Indagini Excelsior, di trovare personale qualificato per le proprie esigenze.

Insomma, il cumularsi di questi fattori, uniti al recente deterioramento della situazione economica generale (in primis la frenata del Pil tedesco e, di conseguenza, italiano) ma anche l’assottigliarsi dei risparmi delle famiglie italiane accumulate negli anni scorsi, che avevano consentito di affrontare l’aumento dei prezzi, ha fatto sì che le attese sull’economia nel suo complesso formulate dalle piccole e medie imprese siano molto più negative rispetto alla situazione individuale. Staremo a vedere se le Pmi, armate di resilienza e determinazione, sapranno affrontare questa nuova fase di passaggio.

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