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22 novembre 2023

Ginori 1735 cresce (+43%) e investe in altri forni per la porcellana

La manifattura di Sesto Fiorentino, che fa capo al gruppo del lusso Kering, sfiora i 25 milioni di fatturato e si avvicina al pareggio di bilancio.

Silvia Pieraccini

La collezione Corona Monogram di Ginori

Si aggiunge un altro tassello al percorso di ristrutturazione e riorganizzazione della storica manifattura di porcellana Ginori 1735 di Sesto Fiorentino (Firenze), avviato dieci anni fa quando l’azienda fu acquistata dal fallimento a opera di Gucci (e poi trasferita alla capogruppo francese Kering).

Dopo l’installazione di cinque nuovi forni per la cottura della porcellana, conclusa nel febbraio scorso, ora Ginori ha investito su quattro ulteriori forni intermittenti: due destinati all’area del “bianco”; uno per creazioni a più alto contenuto artistico; un forno destinato al reparto “decorazione”. A questi si aggiunge l’introduzione di una pressa di colaggio. 

Negli ultimi tre anni ridotti i consumi di gas e elettricità

Grazie alle tecnologie nuove e più performanti, Ginori ha ridotto, nel periodo 2021-2023, i consumi di gas del 42%, quelli di energia elettrica del 6% e le emissioni di anidride carbonica del 40%. Questi miglioramenti, sottolinea l’azienda in una nota, sono ancora più rilevanti perché ottenuti con l’incremento dei forni e della produzione (+60% rispetto al 2021) e con l’installazione di pompe di calore e di terminali per il condizionamento estivo degli ambienti produttivi.

Boom del fatturato, risultato ancora in perdita

L’aumento produttivo si è riflesso sul fatturato: Ginori ha chiuso il 2022 con ricavi industriali a 24,8 milioni di euro, in crescita del 42,6% sul 2021, e una perdita a 6,5 milioni di euro (-33,5%). La manifattura fiorentina si avvia dunque sulla strada del risamento, avvicinandosi al pareggio di bilancio che in effetti era stato annunciato per il 2024-2026. “Il processo di trasformazione a 360 gradi nel segno della sostenibilità che stiamo portando avanti – afferma il presidente e amministratore delegato Alain Proust – ci consente di valorizzare il lavoro di squadra, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la performance, accrescendo la nostra cultura tecnologica e l’artigianalità hi-tech a supporto della manifattura del futuro”.

Autore:

Silvia Pieraccini

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