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10 gennaio 2024

La strada in salita delle fusioni dei Comuni

Il Consiglio regionale ratifica il “no” all’unione Lajatico-Peccioli, frutto del referendum. Proposta la revisione della legge.

Silvia Pieraccini

C’è stato un tempo, tra il 2013 e il 2017, in cui la Toscana ha provato a spingere le fusioni dei piccoli Comuni a suon di incentivi e di promesse di servizi migliori, ottenendo qualche risultato. Il numero dei Comuni è così sceso da 287 a 273, grazie all’accorpamento di paesi come Castelfranco-Piandiscò, Pratovecchio-Stia, Laterina-Pergine Valdarno, Barberino-Tavarnelle, Figline-Incisa Valdarno, Scarperia-San Piero, Montalcino-San Giovanni d’Asso, Abetone-Cutigliano, San Marcello-Piteglio, Casciana Terme-Lari.

Il processo di aggregazione si è inceppato

Dal 2018 in poi, però, il processo di aggregazione si è inceppato, e gran parte dei referendum indetti da allora per sondare il polso delle popolazioni interessate dalle fusioni comunali ha dato responsi negativi: da Asciano-Rapolano Terme a Bibbiena-Ortignano Raggiolo, da Dicomano-San Godenzo a Montepulciano-Torrita di Siena, i cittadini di uno o di entrambi i territori hanno votato “no” alle aggregazioni.

L’ultimo fallimento è la fusione Lajatico-Peccioli

L’ultimo stop – appena ratificato dalla Commissione Bilancio del Consiglio regionale e pronto ad essere confermato dal Consiglio regionale toscano nella seduta del 16-17 gennaio prossimo – è quello che riguarda Lajatico-Peccioli, in provincia di Pisa, due Comuni ricchi per motivi diversi: il primo perché vi è residente il tenore Andrea Bocelli, che fa innalzare il reddito medio pro-capite ai vertici in Italia; il secondo per la “storica” discarica che accoglie rifiuti da mezza Toscana e porta introiti rilevanti.

Il Consiglio regionale prende atto dello stop

Nel referendum dell’11-12 dicembre scorso, Lajatico (1.200 abitanti) ha detto “no” alla fusione col 68,2% dei votanti, mentre Peccioli (4.600 abitanti) ha detto “sì” col 52,7% dei votanti. Anche sommando tutti i sì espressi nei due Comuni (totale 1.154), questi sarebbero comunque inferiori ai “no” (1.344). Per questo la Commissione consiliare Bilancio il 9 gennaio ha espresso parere contrario all’unanimità alla proposta di legge sulla fusione che era stata presentata dalla Giunta regionale.

Di fronte al fallimento dell’operazione varata dai Consigli comunali dei due enti locali, il consigliere regionale Pd Massimiliano Pescini ha proposto una revisione della legge regionale 68/2011 sulle fusioni di Comuni.

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Silvia Pieraccini

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