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06 luglio 2022

Fidi Toscana, al via la vendita della maggioranza

E’ pronto l’avviso pubblico per cedere il controllo. La Regione resterà nell’azionariato. Sici a Sviluppo Toscana.

Silvia Pieraccini

Parte l’avviso pubblico della Regione Toscana per capire se sul mercato ci sono soggetti interessati ad acquisire il controllo di Fidi Toscana, la società nata 47 anni fa per volontà della stessa Regione (che oggi detiene il 49,4% del capitale) e delle banche del territorio (attualmente Mps col 27,5%, Banca Intesa con l’11%, Bnl 4%, Banco Bpm 1,8%, Credit Agricole 1,7%, Federazione toscana Bcc 1,5%, Banca Carige 1%) per facilitare l’accesso al credito delle imprese, attraverso il rilascio di garanzie, la gestione di agevolazioni finanziarie, i prestiti partecipativi. Fidi Toscana possiede anche il 31% di Sici, la società che gestisce cinque fondi d’investimento per complessivi 146 milioni e ha investito in una settantina di Pmi.

Si apre la porta alla privatizzazione

Fidi Toscana negli ultimi anni ha perso smalto, mission e direzione operativa (ora ha avviato la ricerca di un direttore generale, affidata all’agenzia Hays, leader nel recruitment specializzato): le banche hanno manifestato da tempo la volontà di uscire dalla società e la Regione Toscana, dopo un percorso tortuoso, nei mesi scorsi ha deciso che è arrivato il momento di cedere il controllo, aprendo la porta alla privatizzazione.

L’avviso pubblico scadrà il 12 settembre

L’avviso pubblico per la ricerca di partner – varato dalla Giunta regionale il 4 luglio scorso e che sarà pubblicato sul prossimo Burt – mette sul mercato “almeno il 10%” della quota in mano alla Regione, più le quote in mano alle banche: in questo modo il nuovo investitore acquisirebbe il controllo della società. La Regione, come già annunciato, manterrà una quota del 25-30%.

Le manifestazioni di interesse dovranno arrivare entro il 12 settembre, anche perché entro il 30 settembre la Giunta regionale si è impegnata a decidere cosa fare e ad approvare un nuovo piano industriale per Fidi Toscana, che assicuri la continuità aziendale durante il processo di transizione e riduca i costi di struttura anche per effetto del ricollocamento del personale in esubero.

A Sviluppo Toscana gli esuberi di Fidi e le azioni di Sici

Sempre entro il 30 settembre Fidi Toscana dovrà infatti dichiarare il numero di dipendenti in esubero, che la Regione si è impegnata a ricollocare nell’agenzia Sviluppo Toscana (secondo i fabbisogni di personale definiti nel piano industriale di quest’ultima), agenzia che entro l’anno dovrebbe acquisire anche tutte le azioni di Sici in mano alla Regione.

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Silvia Pieraccini

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