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21 settembre 2022

Estra: “Garantiamo il gas alle imprese, ma a condizioni diverse”

La società che ha 2.750 clienti industriali in Toscana chiederà una cauzione pari a due mensilità. Rischio-default per le piccole realtà.

Silvia Pieraccini

Sarà un autunno difficile per le famiglie e per le aziende toscane, alle prese con l’impennata delle bollette. Ma lo sarà anche per le società energetiche della regione che vendono gas, e che in questa fase sono impegnate ad approvvigionarsi su un mercato “dimagrito” a causa del taglio delle forniture russe. Tra queste c’è Estra Energie, la società del Gruppo Estra controllato indirettamente (attraverso le holding Consiag, Intesa, Coingas, Viva Energie) da 143 Comuni toscani e marchigiani, che è al settimo posto in Italia per vendita di gas con più di 1 miliardo di metri cubi nel 2021 (un terzo alle imprese, due terzi alle famiglie). Una società di dimensioni medie, dunque, che fino a oggi non ha mai avuto problemi di approvvigionamento. E adesso?

A caccia di gas dai grandi operatori

Estra non si rifornisce direttamente dalle multinazionali dell’estrazione algerine, russe o norvegesi, ma compra il gas da operatori e importatori internazionali, come Eni e Edison, e – all’occorrenza – sulle Borse in Italia, Olanda e Austria (i cosiddetti Psv). Ora che si avvicina la fine dell’anno termico (il 30 settembre), che segna anche la scadenza dei contratti di fornitura, la domanda che molti si fanno è se Estra ce la farà ad accaparrarsi gas sufficiente per rifornire tutti i propri clienti, a partire dai 2.750 clienti industriali.

Alle aziende richiesta una cauzione pari a due mensilità

“Siamo pronti a garantire che il gas arriverà a tutti, famiglie e imprese”, assicura Paolo Abati, direttore generale di Estra. “Naturalmente le condizioni contrattuali saranno diverse dal passato”, aggiunge Abati. Se per le famiglie si tratterà perlopiù di un aumento di prezzo, per le aziende sono in arrivo (anche) nuove clausole: “Tendenzialmente non chiederemo fidejussioni – spiega Abati – ma un deposito cauzionale pari al consumo di due mesi. Del resto, con questi prezzi, il rischio aumenta tantissimo: nell’aprile 2021 il gas costava 25 centesimi al metro cubo, oggi il prezzo di riferimento del mercato è oltre due euro al metro cubo”.

Mix (obbligato) di forniture

Se Estra riuscirà a garantire il gas a famiglie e imprese (“siamo una delle poche aziende che è in grado di farlo”, dice Abati), è perché ha già rinnovato alcuni contratti con i fornitori (in scadenza il 30 settembre) , sta trattando il rinnovo di altri e sta facendo acquisti sulla Borsa italiana. “Avremmo preferito chiudere tutti i contratti con i grandi operatori, perché avremmo avuto più sicurezza sui prezzi, ma oggi non è possibile”, spiega Abati. L’unica categoria di clienti che Estra non riuscirà a soddisfare sono i grossisti, che valgono circa il 10% del fabbisogno totale: “In questa fase preferiamo privilegiare famiglie e imprese”.

Serve più liquidità per comprare gas

Rinnovare i contratti di fornitura, in questa fase, per le società energetiche vuol dire accettare condizioni più onerose e dover fare pagamenti a breve termine o addirittura in anticipo, e dunque avere liquidità superiore al passato. E’ per questo che Estra ha appena collocato un prestito obbligazionario da 70 milioni di euro? “Il bond da 70 milioni è uno strumento finanziario a sette anni che ci serve per allungare l’indebitamento, a prescindere dall’emergenza attuale – risponde Abati – non è legato alla contingenza”. Certo, aggiunge il direttore generale, “con questi prezzi il sistema richiede molta più liquidità del passato, che non è facile da trovare per gli operatori più piccoli”.

Cento società energetiche a rischio-fallimento

Sono operatori retail oggi a rischio-default: un centinaio in tutta Italia, secondo le stime del Sole 24 Ore, che prevede non riusciranno a ottenere il rinnovo dei contratti di fornitura e dunque non avranno più gas da erogare ai clienti. Alcune società sono a rischio-fallimento anche in Toscana. “A partire da ottobre – afferma Abati – ci saranno aziende che non troveranno più un fornitore di gas per la propria attività, o lo troveranno a condizioni così gravose da non essere sostenibili”. E’ proprio questo lo scenario che preoccupa: un effetto a cascata sui conti (e sulla sopravvivenza) del sistema produttivo.

Per questo Estra invoca l’intervento governativo: garanzie statali sui finanziamenti bancari; tetto europeo al prezzo del gas; agganciare le transazioni sulle Borse alle quantità reali di gas disponibile; attenzione assoluta sulle aziende per non produrre danni sociali irreparabili.

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Silvia Pieraccini

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