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Impresa

14 marzo 2022

Elettronica e Difesa, Leonardo investe anche in Toscana

Accorpamento delle produzioni a Pisa, rafforzamento per Campi Bisenzio, Montevarchi e Livorno.

Il nuovo piano di crescita e sviluppo quinquennale con cui Leonardo investe 200 milioni all’anno – sui soli siti italiani – per la leadership europea nell’elettronica per la Difesa, avrà ricadute positive anche sulla Toscana. Anche i siti toscani, infatti, potranno beneficiare dei 200 milioni di euro di investimenti annui dedicati all’Italia per lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, il rinnovamento delle linee produttive, il rafforzamento della supply chain e della logistica.

La novità principale sarà a Pisa: nello stabilimento di Ospedaletto della divisione Elicotteri, inaugurato nel 2019 per lo sviluppo e la produzione dell’elicottero a pilotaggio remoto AwHero, confluiranno le attività finora gestite nel sito di via Marmiceto a Ospedaletto, già specializzato nella produzione di software, con circa cento dipendenti. Si tratta di un’operazione che, secondo quanto riferito anche ai sindacati, non prevede la perdita di posti di lavoro. L’accorpamento, secondo l’azienda, vedrà il polo pisano mantenere le stesse attività esistenti ed evolversi come centro di eccellenza. La tempistica dell’operazione è ancora da definire.

Da Campi a Livorno, i poli d’eccellenza di Leonardo

E’ la stessa azienda a parlare di “18 poli di eccellenza italiani” per la propria divisione Elettronica. In questo quadro, Leonardo investe anche sugli altri siti della Toscana, che “saranno ulteriormente focalizzati sulle rispettive specificità operative”. Dunque a Campi Bisenzio si continueranno a produrre sistemi elettroottici per l’aerospaziale ma anche per i settori terrestre navale, radar di sorveglianza e sistemi di puntamento. La ex Sirio Panel di Montevarchi continuerà a essere focalizzata sull’avionica, mentre la ex Wass di Livorno continuerà con le proprie produzioni nel campo della difesa.

In generale, Leonardo punta a creare un ecosistema di open innovation con il mondo della formazione e della ricerca, coinvolgendo oltre 20 poli universitari e centri di ricerca e 9 Its/Iitis. “Perno del processo di rafforzamento delle linee produttive – si legge nel comunicato dell’azienda – sarà la Factory of the Future, il modello per una fabbrica intelligente, già in corso di sviluppo nel Regno Unito, che, incorporando i concetti di Industria 4.0 e Digital Manufacturing, con l’ausilio di robotica e sistemi digitali garantirà processi produttivi più efficienti e sostenibili. A questo si aggiungerà una nuova organizzazione ancora più integrata dell’Ingegneria con la Produzione e investimenti mirati su tool e infrastrutture digitali, per consentire maggiore tracciabilità dei flussi, l’automazione dei processi e degli impianti di produzione”.

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