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Industria

26 ottobre 2023

Crescono i numeri dell’acciaio toscano (aspettando Metinvest)

Il rapporto Siderweb mostra numeri di bilancio (2022) in crescita, con Jsw Steel di Piombino a guidare il comparto.

Leonardo Testai

Dal commercio di rottami alla produzione, dalla lavorazione ai centri servizi: lo spaccato del mondo dell’acciaio in Toscana fotografato da Siderweb per l’edizione 2023 del suo report ‘Bilanci d’acciaio’, sia pur spaccato parziale – mancano i numeri di Liberty Magona, ad esempio – mostra un comparto che vale 1,54 miliardi di euro di fatturato nei bilanci 2022, con 294,9 milioni di valore aggiunto, 171,25 milioni di Ebitda e 88,5 milioni di utile netto.

Si tratta di numeri in rialzo rispetto all’anno precedente, che vedeva 1,26 miliardi di fatturato, 203,7 milioni di valore aggiunto, 89,9 milioni di Ebitda e 22 milioni di utile netto. Siderurgica Fiorentina (364 milioni) e Jsw Steel Italy Piombino (288 milioni) sono le uniche due aziende dell’acciaio in Toscana a superare i 100 milioni di euro di fatturato.

Numeri che arrivano in una giornata in cui il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, davanti alle Commissioni congiunte di Senato e Camera, ha ribadito la volontà di rilanciare le acciaierie di Piombino – al momento oggetto dell’ipotesi di coabitazione tra Jsw e Metinvest – in merito alle prospettive industriali della siderurgia in Italia. “Sino ad oggi il polo di Piombino è stato sottoperformato in questi anni come dimostra la cassa integrazione erogata” ma “oggi registra l’interesse, oltreché del soggetto presente, di potenziali nuovi significativi investitori”, ha affermato Urso, secondo il quale Piombino ha “enormi potenzialità in particolare sulle rotaie”.

“Ue ideologica, dobbiamo proteggere la competitività”

“Le politiche dell’Unione europea sono segnate da una sottovalutazione del bisogno di proteggere la competitività del nostro sistema industriale”, ha affermato Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, alla presentazione dello studio. “La politica continentale – ha aggiunto – ha declinato le sue azioni e indicato una strada in maniera ideologica, privilegiando temi sociali rispetto a quelli economici. Un esempio di ciò è come vengono affrontate questioni di importanza strategica come quelle della sostenibilità ambientale e della decarbonizzazione”.

Gozzi ha quindi sottolineato come in questo momento storico, nella logica della transizione green, sia fondamentale limitare la dispersione di rottame verso Paesi concorrenti, come la Turchia. “L’Europa – ha detto – ci chiede di decarbonizzare, ovvero passare dal carbone al forno elettrico. Per centrare questo obiettivo, aumenterà automaticamente il fabbisogno di rottame della siderurgia interna dell’Europa e, quindi, non possiamo più disperdere questa preziosa materia prima dell’acciaio verde del futuro”.

Un’analisi sui bilanci di 1.700 imprese

A livello nazionale, l’analisi riguarda i bilanci di 1.698 imprese di produzione, prima trasformazione, centri servizio e distribuzione di acciaio. “La crescita del fatturato e del valore della produzione nel 2022 è molto alta, vicina al 17% – ha spiegato Cristian Carini, docente dell’Università degli Studi di Brescia -: considerando l’intero triennio 2020-22, lo sviluppo medio annuo è stato del 37%, confermando livelli di attività ormai ben superiori a quelli ante crisi. Su questi ha inciso sia la crescita delle quantità sia l’aumento dei prezzi, che hanno rivestito un’importanza non trascurabile, che continua anche nel 2023”.

L’incidenza del valore aggiunto è rimasta invariata, mentre l’Ebitda è aumentato, raggiungendo la soglia psicologica del 10% di incidenza sul fatturato. “Incremento indotto – ha spiegato ancora Carini – dal maggiore assorbimento del costo del lavoro, di quasi 1 punto percentuale, dovuto alla crescita delle vendite”.

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Leonardo Testai

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