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19 luglio 2022

La Corte dei Conti boccia (in parte) il bilancio regionale 2021

I giudici contabili sottolineano l’inaffidabilità della pianificazione e le criticità storiche. La sanità in perdita di 146 milioni.

Silvia Pieraccini

Al di là del risultato di amministrazione (un saldo formale positivo di 346 milioni, un disavanzo sostanziale di 1.566 milioni di euro, in miglioramento), il bilancio 2021 della Regione Toscana continua a presentare delle criticità ‘storiche’, che anche quest’anno sono state messe in evidenza dai giudici della sezione toscana della Corte dei Conti chiamati a controllare la correttezza della gestione delle risorse pubbliche.

Tre nodi da sciogliere

Le criticità più gravi sono rappresentate dalle società partecipate, in particolare Terme di Montecatini (di cui è stato chiesto il fallimento nel febbraio 2022), Fidi Toscana (“in forte squilibrio economico da molti anni”) e le tre società del settore fieristico, Firenze Fiera, Arezzo Fiere, Imm; dalle procedure di spesa nei confronti degli enti sanitari, che mostrano “inefficienze e irregolarità contabili”, tanto da rendere non trasparente il bilancio regionale “ai fini del controllo sul corretto e tempestivo impiego delle risorse pubbliche destinate al finanziamento della sanità” (il problema è il disallineamento temporale tra gestione finanziaria della Regione e bilanci d’esercizio delle aziende sanitarie); dal trattamento economico accessorio del personale di staff di Giunta e Consiglio regionale, che non rispetta il contratto collettivo nazionale, come ha sottolineato il Procuratore regionale nella sua requisitoria. Questi ultimi dubbi hanno indotto la sezione regionale di controllo a parificare il rendiconto 2021 della Regione Toscana escludendo i capitoli relativi a tale trattamento economico, per i quali la parifica è stata sospesa.

Manca la programmazione regionale (e il bilancio ne risente)

Pesante è il giudizio della Corte dei Conti sulle società partecipate: “L’attività di razionalizzazione delle partecipazioni societarie ai sensi del decreto legislativo 175/2016 ha nuovamente evidenziato la difficoltà della Regione di esercitare compiutamente i diritti scaturenti dal proprio status di socio di maggioranza/controllo e la pervicace volontà di mantenimento di alcune partecipazioni in società in evidente stato di crisi strutturale ed irreversibile”.

Ma la Corte sottolinea anche il difetto di programmazione, che si è riflettuto nel percorso del bilancio regionale: “Il Piano regionale di sviluppo (Prs) della nuova legislatura 2021-2025, cui è demandata
la definizione delle linee strategiche della politica regionale, non risulta ancora adottato – scrivono i giudici contabili – e il Documento di economia e finanza regionale (Defr), chiamato a definire i singoli
programmi da realizzare nel quadro fissato dal Prs, non è stato aggiornato al nuovo contesto
economico finanziario determinato dalla pandemia”. Questo difetto “genetico” di programmazione, aggiunge la Corte, ha reso necessari “interventi di modificazione della legislazione di spesa e di variazione del bilancio successivi a quelli definiti dalla legge di stabilità e dalla legge di approvazione del bilancio di previsione”.

Gli investimenti posticipati di anno in anno

La critica investe anche la pratica del “reiterato rinvio al futuro di programmi di investimento, che ogni anno vengono sistematicamente reimputati all’esercizio successivo, con recupero di risorse
nell’esercizio di competenza da destinare ad altri impieghi”. I giudici fanno gli esempi della tangenziale di Lucca e della darsena del porto di Livorno che hanno subito, per effetto della legge di stabilità del 2021, l’ennesimo rinvio “che si ripete ininterrottamente dal 2015 e dal 2016”. “Si tratta di una pratica che denota l’inaffidabilità della pianificazione regionale degli investimenti – afferma la Corte dei Conti – che non appare in grado di assicurare certezza sugli obiettivi da conseguire e sulla tempistica della loro realizzazione”.

Le perdite della sanità: 146 milioni nel 2021

Le entrate regionali nel 2021 sono state 12.248 milioni, le spese 12.034 milioni. L’80% del bilancio è assorbito, come sempre, dalla sanità. Il sistema sanitario regionale ha registrato “ingentissime perdite” – scrivono i giudici contabili – negli esercizi 2020 e 2021 per effetto dei maggiori costi e dei minori ricavi determinati dalla pandemia sui conti aziendali: 91,5 milioni nel 2020 (dopo la chiusura contabile dei bilanci dei vari enti); e 145,7 milioni di perdite stimati, al momento, per il 2021 ( ma i bilanci delle aziende sanitarie non sono ancora stati approvati). L’indebitamento regionale ammonta a 1.968 milioni (+56,7 milioni sul 2020).


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Silvia Pieraccini

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