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07 giugno 2022

Chanel continua lo shopping in Toscana

Il marchio d’alta gamma, che nel 2021 ha avuto risultati record, guarda ad aziende produttive di borse, scarpe e abiti.

Il marchio francese di moda d’alta gamma Chanel – 15,6 miliardi di dollari di fatturato 2021, +49,6% sul 2020 e +22,9% sul 2019, con profitti operativi per 5,461 miliardi di dollari – sta trattando l’acquisizione di altre aziende produttive in Toscana, dove già possiede partecipazioni nella conceria Samanta di San Miniato (Pisa), nella pelletteria Renato Corti di Scandicci (che ha il quartier generale a Milano) e nella fiorentina Fcl srl, specializzata negli accessori metallici, in società con Leo France srl della famiglia Pinzauti.

La fiorentina Leo France è un partner strategico

Proprio Leo France, azienda che da lungo tempo produce fibbie, catene e gioielli per Chanel, è uno dei quattro partner strategici (con la marchigiana Paima, la lombarda Roveda a la piemontese Vimar 1991) citati nel video sul savoir faire italiano proiettato oggi, 7 giugno, nell’incontro che la maison ha tenuto a Firenze con 250 studenti delle scuole di moda, tra cui Polimoda, Marangoni, Mita, Alta Scuola di pelletteria, Bocconi e Politecnico di Milano. L’incontro, cui hanno partecipato Bruno Pavlovsky, presidente della divisione Moda di Chanel, e l’attrice Penelope Cruz, ambasciatrice del brand, ha preceduto la sfilata della collezione Métiers d’art 2021/22 che si terrà questa sera, 7 giugno, alla Stazione Leopolda di Firenze e ha voluto essere un tributo all’artigianalità e al lavoro manuale – concentrato a Parigi e in Italia – che è alla base dei valori del marchio.

La sostenibilità prima di tutto

“Il nostro obiettivo primario non è fare grandi numeri – ha spiegato Pavlovsky – ma continuare a fare qualità e avere grande attenzione alla sostenibilità. La sostenibilità non è una scelta ma un dovere, solo così Chanel potrà rimanere grande. Uno dei nostri obiettivi per i prossimi vent’anni sarà lasciare il pianeta più pulito”. Pavlovsky ha poi ricordato che “metà della nostra produzione moda viene realizzata in Italia”, e che l’artigianalità italiana si esprime sia nello sviluppo-prodotto, che nella produzione vera e propria, e anche nella capacità di consegna, che rappresenta una sfida sempre più difficile in una fase complicata per il reperimento dei materiali. “In Italia stiamo sviluppando nuove partnership – ha annunciato il presidente della divisione Moda – e stiamo investendo per aiutare i nostri partner a essere più sostenibili”. Oltre alle aziende di cui possiede partecipazioni, Chanel in Toscana conta anche numerosi terzisti che producono borse e abbigliamento, oltre a fornitori come Lineapiù per i filati.

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