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14 novembre 2023

Fidi Toscana shock: i quattro pretendenti si ritirano

Finpromoter, Italia Comfidi, Artigiancredito e Intek-Kme non confermano l’interesse a rilevare il controllo della finanziaria.

Leonardo Testai

Una svolta inattesa nel (lungo) processo di cessione delle quote di Fidi Toscana da parte della Regione e delle banche azioniste: alla scadenza dei termini di presentazione dei documenti per rilevare il 62% della finanziaria regionale, nessuno dei quattro soggetti che avevano manifestato interesse nell’estate 2022 – Finpromoter, Italia Comfidi, Artigiancredito, Intek-Kme -ha confermato tale volontà. Adesso Regione e soci privati valuteranno i passi successivi da compiere, “stante l’obiettivo della vendita del pacchetto di maggioranza della società”: una riunione si terrà entro fine mese.

I paletti dei confidi, i dubbi sulla cifra

L’accordo di covendita, dopo lunga gestazione, è stato sottoscritto nel mese di settembre tra Regione Toscana e Banca Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo, Banca Nazionale del Lavoro, Banco Bpm, Credit Agricole Italia, Bper Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare di Cortona, Banca Popolare Etica, Confindustria Toscana, Ance Toscana. Esso prevede che la Regione Toscana, che detiene il 49,4% delle quote, ceda circa il 14,4%. I soci privati invece acconsentono alla cessione totale delle proprie quote che corrispondono al 48% (48,4%). Il pacchetto di maggioranza complessivamente messo in vendita ammonta dunque al 62,8%: poiché il valore individuato per la vendita di ogni singola azione è stato fissato a 18,43 euro, il valore a base d’asta per il pacchetto è stato determinato in 35,7 milioni di euro.

Una cifra, quella di quasi 36 milioni, che in uno scenario macroeconomico mutato (e non in meglio) in questi mesi potrebbe non essere parsa congrua ai potenziali acquirenti, che – ad eccezione di Intek-Kme – devono anche rispettare i paletti imposti dalla norma sui confidi vigilati. Ad questi è infatti consentito di assumere partecipazioni in banche, società finanziarie e assicurative solo in misura non superiore al 20% del capitale della società partecipata. Una soglia che, ad esempio. non sarebbe rispettata dal raggruppamento di tre consorzi guidati da Italia Comfidi (che raggruppa anche Centro Fidi Terziario e Confidi Centro Nord), dividendo le quote in parti uguali o meno fra i soggetti.

Per ora avanti col piano stand alone

Nel caso in cui i soggetti in lizza avessero confermato il proprio interesse a diventare socio, avrebbero avuto accesso alla data room di Fidi Toscana per acquisire le informazioni necessarie a una valutazione completa, e mettersi in condizione di formalizzare un’offerta vincolante di acquisto. Il percorso si sarebbe dovuto concludere entro la prima metà del 2024 con l’individuazione del nuovo socio privato di maggioranza. Il ritiro dei quattro pretendenti cambia le carte in tavola, ma l’intenzione della Regione rimane quella di procedere alla cessione del controllo di Fidi Toscana – situazione osservata anche dalla Corte dei Conti -, che nel frattempo continuerà a operare secondo le linee stabilite nel piano stand alone approvato nell’ottobre 2022. Un piano che prevede il conseguimento del pareggio di bilancio per l’esercizio in corso.

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Leonardo Testai

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