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04 settembre 2023

Carrara, il marmo modellato da un robot

Una tecnologia all’avanguardia permette di ricostruire opere d’arte e eseguire i lavori di artisti moderni: è Robotor.

Robotor nasce dall’esperienza nel campo della lavorazione del marmo di due soci, Giacomo Massari e Filippo Tincolini, che, nel 2004, a Carrara, fondano Torart, un laboratorio d’arte creato all’interno delle Cave di Carrara.

Jeff Koons, Barry x Ball, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Giuseppe Penone, Zaha Hadid, Maurizio Cattelan, Fondazione Bisazza, Zachary Eastwood-Bloom, Amanda Levete, Venini, Emmanuel Babbled e altri ancora si sono rivolti e si rivolgono a Torart. Insieme a loro, anche importanti musei e grandi aziende hanno utilizzato Torart per la riproduzione di opere d’arte del passato.

Robotor nasce da questa esperienza nell’uso dei robot per la scultura. Oggi Torart utilizza i robot per realizzare le opere di artisti e designer di tutto il mondo. È un’azienda specializzata nell’integrazione di robot industriali multi-asse per la fresatura della pietra: un software genera il programma che consente al robot antropomorfo di lavorare tutte le pietre, marmo compreso.

Ricostruire monumenti scomparsi e rifare opere in pochi giorni

Il progetto Robotor nasce da una filosofia figlia di 18 anni di esperienza nella lavorazione delle pietre. L’utilizzo degli utensili appropriati combinata con l’ottimizzazione dei percorsi di lavoro permettono un utilizzo della macchina senza interruzioni H24, rispondendo alla necessità di avere un preciso controllo dei tempi di lavorazione e di costo.

Il cuore di Robotor è Or-Os, il software di auto-programmazione per fresatura Cnc. Attraverso interfacce intuitive, consente a tutti di utilizzare il robot anche per realizzare lavori complessi. Parte da un file 3D e converte il modello senza l’intervento dell’operatore. Un’opera si realizza col robot mediamente in un decimo del tempo necessario con tecniche tradizionali.

Dall’Arco di Palmira a Venere e Psiche

Nel 2016 la riproduzione in scala di due terzi dell’Arco Monumentale di Palmira, distrutto dall’Isis a fine del 2015, ha fatto il giro del mondo quale simbolo della rinascita dopo la guerra. Grazie alle immagini dell’arco scattate prima della distruzione, è stato possibile creare un modello 3D per realizzare una perfetta replica.

Con la stessa logica la statua greca di Perséfone Gaia di origine tarantina, esposta all’Altes Museum di Berlino è ritornata a casa come replica ed è oggi visibile al Museo Archeologico nazionale di Taranto o, ancora, la Musa della Danza, opera di Canova, è stata in mostra come replica al museo di Vetulonia nel bicentenario della morte del maestro

Nel 2020 in poco più di 10 giorni è stata scolpita nel marmo una delle opere più famose di Canova, “Amore e Psiche”, che lo scultore i piegò cinque anni a completare, nel 1793. Anche in questo caso, punto di partenza un file 3D, la scansione di un gesso dell’opera esposta al Louvre, che il software di Robotor ha utilizzato per programmare il robot. Risultato: una replica dell’originale partendo da un blocco di marmo bianco di Carrara di 10 tonnellate esposta a Roma nell’ambito della mostra “Eterna bellezza”.

Un impegno per l’Acropoli di Atene

Ora Robotor e Torart sono coinvolte nella soluzione di una delle controversie culturali più celebri. Si tratta delle sculture e dei bassorilievi del Partenone e di altri templi greci classici sull’Acropoli di Atene portati in Inghilterra nei primi del 1800. La Grecia ne rivendica la proprietà, l’Inghilterra risponde che sono stati legittimamente acquistati. In attesa di una soluzione si è deciso di iniziare a realizzare delle repliche che consentiranno di moltiplicare la possibilità di fruizione di un patrimonio artistico risalente al 447 a.C.

Oltre alla collaborazione con musei di tutto il mondo, è il lavoro con artisti di livello internazionale, a confermare quotidianamente il livello di qualità e affidabilità del sistema Robotor capace di realizzare opere prima impossibili.

Anche gli oggetti di design sono opere artistiche piegate alle funzioni pratiche tipiche di un oggetto d’uso quotidiano. È questo l’approccio di Torart e Robotor che realizzano oggetti scultorei ma perfettamente funzionali per designer e architetti. Il vantaggio è che gli artisti oggi possono permettersi di pensare opere che col metodo tradizionale risulterebbero impossibili per i tempi necessari alla loro realizzazione ma il robot non si sostituirà mai all’artista: non è un creativo ma un mero esecutore.

Robotor non prevede azioni violente sulla materia ma privilegia un approccio dolce grazie alla fresatura del materiale con punte diamantate di dimensioni progressivamente sempre più fini, consente l’utilizzo anche di materiali compositi ottenuti riciclando scarti di lavorazione, sposando soluzioni sostenibili e inaugurando una nuova stagione della lavorazione della pietra. (sg)

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