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22 settembre 2022

Caro-bollette, la Fiom si mobilita (e fa appello alla politica)

Il sindacato dei metalmeccanici indice scioperi di un’ora tra Firenze e Pistoia, per chiedere interventi strutturali a favore dei lavoratori.

Prima il 15 settembre alle Fonderie Palmieri di Calenzano; poi il 21 alla Ocem di Firenze; quindi, per il 23 settembre, l’annuncio degli scioperi per Comesca e La Fortezza a Scarperia, e per Niccolai Trafile e Ricciarelli a Pistoia: la mobilitazione della Fiom-Cgil di Firenze-Prato-Pistoia contro il caro-bollette sta toccando fabbriche diverse, ma con uno stesso copione. I lavoratori scioperano un’ora, al mattino, e danno vita a un presidio davanti ai cancelli, con in mano le loro bollette energetiche di casa che, ora, hanno numeri vertiginosi.

L’appello è alla politica – e, giocoforza, al governo che scaturirà dal voto del 25 settembre – per soluzioni che mitighino l’impatto della crisi energetica sulle finanze delle famiglie. Con il proprio stipendio un lavoratore deve pagare la casa (mutuo o affitto), la spesa alimentare, mantenere la famiglia e pagare le bollette. E se poi l’azienda, per la crisi energetica, è costretta a metterlo in cassa integrazione, subirà un ulteriore decurtazione del proprio salario. Però, “se la bolletta elettrica assorbe un terzo dello stipendio – rileva Daniele Calosi, segretario generale della Fiom di Firenze-Prsto-Pistoia -, chi deve lavorare per vivere non può arrivare a fine mese. Con l’arrivo dell’inverno si aggiungerà la bolletta del gas”.

Tutto questo, lamenta Calosi, “nel pieno di una campagna elettorale che prosegue tra aperitivi e cene, spesso in luoghi esclusivi, ma che ha deciso ancora una volta di lasciare fuori i posti di lavoro. Nessuno viene più davanti ai cancelli delle fabbriche ad ascoltare i problemi reali, a proporre soluzioni a chi, lavorando e portando avanti il Paese, non riesce più ad andare avanti”. Eppure, conclude il segretario della Fiom, “se la politica non interviene subito con interventi strutturali, molti scenderanno sotto la soglia di povertà”.

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