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Impresa

14 novembre 2022

B&C Speakers punta a ricavi da record per fine 2022

Il resoconto intermedio al 30 settembre registra un fatturato di 58,11 milioni di euro (+83%), con una crescita di oltre il 50% dei volumi.

B&C Speakers si avvia a chiudere il 2022 con ricavi record: il resoconto intermedio al 30 settembre 2022 registra una crescita fino a quota 58,11 milioni di euro (+83%). Un incremento che, secondo l’azienda di Bagno a Ripoli che produce altoparlanti a uso professionale, è stato reso possibile da una crescita del 51% dei volumi, mentre la restante parte della crescita risente anche dell’aumento dei prezzi resosi necessario, per bilanciare parzialmente gli aumentati costi delle materie prime. I volumi di vendita realizzati nel corso dei primi nove mesi del 2022 sono inoltre superiori di circa il 20% rispetto ai corrispondenti dati realizzati nel 2019, confermando il recupero dei livelli pre-pandemia.

Insieme alla crescita dei ricavi di B&C Speakers crescono anche gli utili: l’Ebitda consolidato nei primi nove mesi del 2022 è di 13,82 milioni (+127%), con un risultato economico positivo per 7,91 milioni, contro i 3,53 milioni di Euro dei primi nove mesi del 2021. Si appesantisce, in parallelo, la Posizione finanziaria netta complessiva, negativa per 11,2 milioni di euro contro i -3,91 milioni di fine esercizio 2021. “Tale andamento – afferma l’azienda – è motivato dalla necessità di finanziamento del capitale circolante netto, in particolar modo le rimanenze di magazzino, per far fronte alla fortissima ripresa della domanda”.

Il portafoglio ordini a oggi è pari a 54,6 milioni, e rappresenta un ammontare che “garantirà almeno il mantenimento dei livelli produttivi attuali fino a buona parte del primo semestre del 2023”, sostiene B&C Speakers. “I dati a disposizione evidenziano – conclude l’azienda – che l’esercizio 2022 si chiuderà ad un livello di fatturato mai raggiunto prima dal gruppo grazie anche ad un ultimo quarter che risulterà in linea con i livelli di output di tutto il 2022. Gli effetti negativi, in termini di costi, della crisi energetica in atto in Europa si stanno manifestando e potranno divenire significativi con l’approssimarsi del periodo invernale”.

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