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Impresa

18 gennaio 2024

Arezzo, Chimet festeggia i suoi primi cinquant’anni

L’azienda, leader nel settore chimico-metallurgico, è stata fondata nel 1974 da Sergio Squarcialupi, nata da una divisione interna dell’Unoaerre.

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Un laboratorio della Chimet di Arezzo

Chimet compie cinquant’anni. La storia dell’azienda aretina ha preso il via negli anni ‘60 quando Sergio Squarcialupi fondò una divisione interna alla Unoaerre, che ha di recente presentato novità ecosostenibili, per la gestione dell’affinazione e dei recuperi dei metalli provenienti dalla lavorazione orafa.

Il rapido sviluppo di questo reparto motivò la costituzione nel 1974 di una realtà autonoma, la Chimet Spa, che nel corso dei decenni ha ampliato costantemente la gamma di servizi e prodotti con una diversificazione che spazia dal trattamento di tutti gli scarti industriali con metalli fino alla produzione e al commercio di sali galvanici, catalizzatori e paste serigrafiche. Il tutto, in un impianto industriale tra i più moderni al mondo in termini di tecnologie anche per la tutela ambientale.

La società ha raggiunto un patrimonio di 400 milioni di euro

Il cinquantesimo anniversario ha ora preso il via con la fiducia e l’entusiasmo derivati dai numeri dell’ultimo anno. La Chimet ha infatti raggiunto un patrimonio di circa 400 milioni di euro e un fatturato che consolida le buone performance registrate nei precedenti bilanci, nonostante un 2023 perturbato a causa dell’aumento dei costi dell’energia, delle situazioni di guerra in Europa e Medio Oriente, delle dinamiche geopolitiche che hanno reso instabili alcuni mercati, e della scarsità di materie prime e determinati metalli preziosi.

Affinerà metalli preziosi dagli scarti per reimmetterli nel ciclo produttivo

In questo contesto, una particolare attenzione è stata orientata alle strategie volte a sviluppare criteri di economia circolare per valorizzare recupero, rigenerazione e riutilizzo di risorse anche in un’ottica di ecosostenibilità. La rinnovata mission di Chimet è infatti di affinare metalli preziosi dagli scarti delle lavorazioni industriali per reimmetterli nel ciclo produttivo o per agevolarne il riciclo in nuovi beni finiti, con un processo di smaltimento effettuato con tecnologie all’avanguardia e con il massimo rispetto delle normative.

«L’azienda – spiega l’amministratore delegato Luca Benvenuti, – ha continuato a rafforzare la politica di responsabilità per il conseguimento di impegnativi traguardi di qualità in organizzazione e produzione, ricercando attivamente la conformità a standard e linee guida in ambito sociale e ambientale. Questo ha permesso di soddisfare le esigenze dei clienti e di approcciare progetti per la redazione di un proprio “Bilancio di Sostenibilità”. La sostenibilità è, oggi più che mai, la chiave per il mantenimento della nostra posizione di società leader nel settore attraverso la sempre più urgente attuazione di strategie di economia circolare». (redgs)

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