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22 giugno 2023

Agricoltura, le imprese della Toscana chiedono supporto per la sostenibilità

A Firenze la Conferenza regionale per lo sviluppo rurale: il ministro Lollobrigida difende la biodiversità delle produzioni.

Leonardo Testai

Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, e la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi

L’agricoltura della Toscana è in grado di raccogliere le sfide della sostenibilità, ma solo a patto che le politiche pubbliche siano votate al supporto delle imprese in questa fase di transizione segnata anche dagli effetti del cambiamento climatico. E’ questo uno dei messaggi emersi dalla quarta Conferenza regionale sullo sviluppo rurale, che si è aperta a Firenze il 21 giugno con la partecipazione delle associazioni delle imprese, dei sindacati, e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che con un lungo intervento ha concluso la sessione mattutina della seconda e ultima giornata.

“Dobbiamo accelerare le pratiche e le procedure”, ha affermato Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’agroalimentare, secondo cui “servono procedure sempre più semplici, che agevolino la partecipazione delle imprese agricole ai bandi e che garantiscano tempi adeguati per l’erogazione delle risorse finanziarie. So che le novità della nuova Politica agricola comunitaria possono essere vissute con diffidenza: la riduzione delle disponibilità finanziarie per il pagamento diretto dei premi agli agricoltori a fronte dell’introduzione di ecoschemi che premiano i comportamenti più virtuosi; il Fondo di mutualizzazione nazionale che introduce una copertura mutualistica contro gli eventi meteo catastrofali; il rafforzamento dell’attenzione sulle condizioni dei lavoratori agricoli, altro fronte su cui la Toscana è già avanti rispetto ad altre realtà nazionali e europee”.

“Siamo pronti, ma non ce la possiamo fare da soli”

Le imprese hanno fatto sentire la loro voce. “Dobbiamo salvaguardare questa economia: un’azienda deve essere sostenibile, competitiva e deve creare reddito, se manca uno di questi punti non siamo più sostenibili e quindi dobbiamo lavorare su questo”, ha detto Valentino Berni, presidente di Cia Toscana, ricordando che “il 90% delle imprese agricole sul territorio regionale sono piccole e negli ultimi 10 anni abbiamo registrato il 28,3% di aziende in meno”. Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, ha chiesto “una task force da parte del Governo” sul made in Italy alimentare, osservando che serve applicare “modelli di sostenibilità ambientale ed economica in agricoltura, ma non possiamo farlo da soli”, e dunque “abbiamo bisogno di una strategia nazionale e di risorse ingenti per attuarla”.

Secondo Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, “dobbiamo lavorare perché l’industria di trasformazione toscana sia messa in grado di accrescere la sua capacità di penetrare i mercati nazionali e internazionali, portando il nostro cibo in Europa e nel mondo, dove è sempre più apprezzato e ricercato. In questa direzione, è anche necessario ripensare le nostre filiere, sostenendo misure di promozione vere, investimenti produttivi, innovazione e ricerca, puntando sulla nostra industria di trasformazione e su di una agricoltura che sappia essere fornitrice e partner dello sforzo dell’industria, attraverso anche una maggiore capacità di aggregazione sul fronte della produzione agricola”.

Lollobrigida: “Investiamo sull’innovazione”

Le sollecitazioni delle imprese sono state raccolte da Lollobrigida: “Abbiamo fatto forti investimenti sul piano economico – ha detto – che partono senza dubbio dalla messa a terra del Pnrr ma ecco anche da altre misure come quelle sull’innovazione, 250 milioni di euro che permetteranno l’acquisto di dotazioni tecnologiche che potranno implementare l’elemento della produttività che va sempre affiancato a quella della sostenibilità. Così come il fondo per la sovranità alimentare per sostenere le filiere deboli e poi c’è la promozione a livello nazionale e internazionale per aumentare l’export”.

Elementi caratterizzanti dell’azione di governo, ha sottolineato il ministro, “sono anche quelli difensivi rispetto a una standardizzazione dei prodotti che cancellerebbe le grandi differenze che invece sono il nostro punto di forza, in una nazione fatta di campanili ma anche di definizioni geografiche importanti che danno al consumatore la capacità di collegare i prodotti anche alle città di provenienza, ai monumenti, all’ambiente, alla biodiversità che la nostra nazione rappresenta come unicum”.

Un sistema da 3,5 miliardi di Pil annuo

Secondo i dati del 7/o Censimento dell’agricoltura, nel 2020 le aziende agricole in Toscana sono 52.146, con una perdita di 20.540 unità (-28,3%) rispetto all’ultimo censimento del 2010. La superficie agricola utilizzata (Sau) é di 640.111 ettari, con una contrazione rispetto al 2010 del 15,1%, a fronte di una perdita a livello nazionale del 25%. La dimensione media aziendale cresce di quasi 2 ettari, passando da 10,4 ettari a 12,3 ettari. Alle oltre 52mila aziende agricole si aggiungono circa 5.000 imprese agro-industriali. L’intero sistema produce annualmente un valore di 3 miliardi e mezzo di euro in prodotti vegetali e animali, della silvicoltura e della pesca, contribuendo per circa il 3% al Pil regionale.

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Leonardo Testai

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