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26 giugno 2023

Per la parità nei Cda le donne devono osare di più

Brave nel lavoro, ma non nell’autovalorizzazione e per questo Manageritalia ha in corso un progetto come spiega Letizia Bocciardi, delegata della Toscana.

di Letizia Bocciardi, delegata per gli executive professional di Manageritalia Toscana

Si può e si deve osare, perché quando una donna decide di mettersi in gioco, di solito ce la fa. E’ il messaggio che vorrei mandare a tutte coloro che ogni tanto sognano di fare il salto ma poi pensano di non riuscire a coniugare la carriera con la vita famigliare o di partire già battute nel confronto con i colleghi.

Con Women on board che sta girando l’Italia, in Toscana siamo partite all’ultimo ma abbiamo registrato così tanto entusiasmo ed interesse che abbiamo già la certezza tra un anno di fare grandi numeri. In tutta Italia oggi abbiamo registrato oltre 1500 iscrizioni e per il prossimo anno vogliamo passare dal 4% al 10% in Toscana.
Per le loro caratteristiche i consigli di amministrazione sono adatti a dirigenti ma anche a liberi professionisti; ecco perché nella nostra regione abbiamo lavorato in team con il presidente di Manageritalia Toscana Riccardo Rapezzi. Era importante che la sottoscritta, delegato per la Toscana dell’associazione Manageritalia Executive Professional, assumesse il ruolo di coordinamento e di indirizzo nei rapporti con gli ordini professionali che hanno partecipato con entusiasmo.

L’obiettivo è senz’altro quello di ridurre il divario di genere nei consigli di amministrazione, ma i nostri percorsi formativi strutturati in 14 incontri di 3 ore ciascuno, non servono solo ad accrescere le competenze professionali e manageriali (dalla gestione del rischio, alla gestione della sicurezza fino agli ESG) ma anche a permettere alle donne di entrare nel mondo del lavoro e assumere ruoli di responsabilità, superando quelle barriere quel gap culturale che non le fa sentire idonee a candidarsi, a proporsi per ruoli importanti.

Secondo alcune statistiche, le donne, a differenza degli uomini, si propongono solo se le loro caratteristiche produttive e manageriali soddisfano al 100% i criteri di selezione. E’ importante accettare l’imperfezione e avere la consapevolezza che i gap si possono colmare. A prescindere dall’età: le donne che hanno aderito ad oggi a Women on board vanno dai 26 ai 70 anni. Non è mai presto e non è mai tardi. Il rapporto con la regione è indispensabile, per il sostegno che dà al progetto e per la disponibilità a creare liste ufficiali così da far incontrare domanda e offerta.

I dati delle donne manager dimostrano che laddove le donne decidono di accettare la sfida, possono riuscire: nell’ultimo anno in Toscana di fronte ad una crescita dei dirigenti privati dell’8,7%, il numero delle donne cresce del +33,5,%.

In un nostro recente incontro organizzato in Toscana, ha portato la sua testimonianza anche Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine. E mi piace sottolineare le sue parole: “Nelle aziende di moda, dove le presenze e le competenze femminili sono assai alte, c’è ancora molto da migliorare soprattutto nell’ambito dei Cda. Giornate come queste sono importanti per aiutare un’utile evoluzione”.

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