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25 novembre 2023

La violenza sulle donne ha anche un volto economico

Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2023 l’associazione Artemisia di Firenze ha accolto 1015 tra adulte/i e minorenni. Un aumento del 11,3%.

Silvia Gigli

Artemisia, foto di gruppo

C’è una violenza subdola, sottile, che spesso non ha volto ma che incide forse tanto quanto le altre. Si chiama violenza economica. La subiscono tutte, casalinghe e dottoresse, donne delle pulizie e laureate. Avviene quando il marito, il compagno, il fidanzato, il carnefice, insomma, prende possesso dei loro conti correnti, controlla minuziosamente le loro spese, non permette loro di avere un attimo di libertà economica. Anzi, spesso, le rende vittime, loro inconsapevoli, di reati e fallimenti finanziari. Che le vittime scopriranno solo dopo.

“Accade più spesso di quanto si pensi”

Lo rivela Tania Berti di Artemisia, responsabile del servizio di reinserimento socio lavorativo delle donne abusate e maltrattate che si rivolgono alla loro associazione. Servizio aperto dal 2016. “Accade più spesso di quanto si pensi – rivela Tania – anche in casi di separazione quando il marito non garantisce loro l’assegno per il mantenimento dei figli. Dicono loro: tu non sei in grado, tu non sai gestire i soldi e allora non ti do niente”. Spesso la vittima, già prostata da anni di maltrattamenti e di dolore, tende a crederci e preferisce fare lavori sminuenti piuttosto che scegliere impieghi all’altezza delle sue capacità. “Invece, con Findomestic per esempio, abbiamo cercato di offrire loro percorsi per costruirsi un bilancio familiare”.

Un convegno contro ogni sopraffazione

Se ne è parlato al convegno “Donne, bambine e bambini liberi dalla violenza: il potere della comunità” presso il Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, promosso dall’associazione Artemisia nell’ambito dell’L’Eredità delle Donne , con il patrocinio della Fondazione CR Firenze, Progetto Per Michela Toscana Aeroporti, Ordine degli Assistenti SocialiConsiglio Regionale Toscana.

Un impegno che si sviluppa a tutto tondo e che non intende mollare un attimo le donne vittime di ogni tipo di violenza. Anche per questo Artemisia, da molti anni ormai, si dedica ad un processo di progressivo reinserimento sociale delle donne abusate in seno alla società. Ovvero come aprire un conto corrente, come fare un curriculum, come fare corsi e tirocini. Ad aiutarle aziende sensibili come Gucci, la Scuola del cuoio fondazione Gori con due borse di studio e Unicoop Firenze che, oltre ad insegnare, garantiscono anche un gettone e vari tipi di aiuti. E dovrebbe inoltre riprendere il via il progetto Ati con la Regione con formazione gratis e tirocini.

Dal 1 gennaio 2023 al 31 ottobre accolte 1015 donne, molte minorenni

Dal 1 gennaio 2023 al 31 ottobre 2023 Artemisia ha accolto 1015 tra adulte/i e minorenni. Un aumento del 11,3%. Dal 2016 l’associazione ha, dicevamo, oltre ai percorsi di fuoriuscita dalla violenza, il servizio di reinserimento socio-lavorativo-abitativo e beni di prima necessità che ha come obiettivo quello di promuovere e facilitare la costruzione di una vita autonoma e libera dalla violenza. Al servizio accedono le donne e le ragazze seguite da Artemisia e che sono pronte per sostenere il percorso di costruzione di un’autonomia.

Come rientrare nel mondo produttivo

Il servizio svolge attività di bilancio di competenze ed orientamento alla formazione e al lavoro; attività di ricerca di aziende per inserimento lavorativo; costruzione di progetti di autonomia; potenziamento della rete sociale con associazioni del territorio. Donne e ragazze prese in carico dal servizio di reinserimento socio-lavorativo-abitati sono 60 da gennaio a ottobre 2023. I progetti attivi sono quelli di Gucci con Aspri: 1 mese di formazione +3 mesi di tirocinio; con la con Fondazione Gori: 2 borse studio scuola del cuoio di durata 9 mesi; un protocollo d intesa con Unicoop x contratti nei vari negozi della cooperativa. C’è poi il Progetto ATI regione Toscana finanziato dalla Regione x donne vittime di violenza : prevede formazione e tirocini mirati al reinserimento lavorativo, contributi x conciliazione lavoro-figli e contributo trasporti. Sperando sempre che di questo ci sia sempre meno necessità. Ma la cronaca ci disillude ogni giorno.

Autore:

Silvia Gigli

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