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18 agosto 2023

In Toscana crescono le assunzioni ma non i lavoratori

Quale è il settore a maggiore carenza di profili specializzati lo spiega in un intervento Alberto Susini della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.

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di Alberto Susini, economista della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest

In Toscana, un’ombra si allunga sulle dinamiche economiche: la domanda di lavoro da parte delle imprese stenta a trovare una risposta. I dati del Sistema Informativo Excelsior, rilasciati da Unioncamere e ANPAL, evidenziano una realtà preoccupante.

Ad agosto, le imprese toscane con dipendenti prevedono di attivare oltre 17.970 contratti di lavoro, mostrando un promettente aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Il turismo, che gira a pieno regime, registra un +6%, le costruzioni, grazie agli effetti dei bonus e del PNRR, fanno un balzo del 30%, e anche l’industria, mostra una crescita del 7%.
Sebbene le cifre siano allettanti, un’analisi più approfondita rivela un problema persistente: la difficoltà degli imprenditori nel reperire personale adatto per sostenere la loro attività.

Gli imprenditori toscani stanno infatti (non da oggi) affrontando un deficit nella ricerca di personale, non riuscendo a coprire il 50% delle posizioni necessarie per rispondere alla domanda di lavoro (lo scorso anno eravamo al 44%). Il 33% delle assunzioni è difficile da fare perché, addirittura, non ci sono proprio candidati per coprire la posizione!
Questo problema si estende a tutti i settori e a molte professioni dell’economia toscana. Tra gli operai specializzati manca l’82% di quelli addetti alle rifiniture delle costruzioni, il 77% dei saldatori addetti alla carpenteria metallica, il 65% degli addetti alle lavorazioni alimentari, il 64% gli elettricisti, il 63% gli operai della moda, il 62% i montatori-riparatori-manutentori di macchinari, ma anche il 61% gli autisti. Tra i professionisti, difficili da trovare sono il 69% dei tecnici della salute ed il 60% gli ingegneri. Tra le professioni commerciali e dei servizi mancano il 76% gli estetisti, il 62% gli addetti ai servizi di sicurezza-vigilanza e il 60% delle professioni qualificate nei servizi sanitari-sociali.

Sul fronte demografico le notizie non sono buone: la Toscana, dal 2015, ha un saldo demografico negativo e da quell’anno, in media, perde circa 10mila persone. Inoltre, la popolazione invecchia e non solo ci sono meno persone che possono lavorare ma le famiglie fanno fatica a trovare chi si possa occupare dei propri anziani e dei pochi bambini che nascono.
Per affrontare la sfida della mancanza di personale è però essenziale adottare un approccio strategico. L’immigrazione, assieme alla riduzione degli inattivi e dei NEET, può offrire una soluzione.

Nei giorni scorsi è passato al vaglio della Camera lo schema del Decreto Flussi 2023-2025: il nostro paese consentirà nel triennio l’ingresso dall’estero di 452mila persone per coprire le ormai croniche carenze di personale mettendo anche nero su bianco l’ipotesi di un incremento degli arrivi al di fuori delle quote. Si tratta di elettricisti, idraulici, acconciatori, addetti alla pesca e al trasporto passeggeri con autobus, assistenti familiari: proprio le professioni più carenti anche in Toscana. L’ingresso di lavoratori stranieri può fornire nel breve periodo un’opportunità per colmare il divario domanda-offerta di lavoro, ma deve essere accompagnato da politiche di integrazione e sostegno per garantire una convivenza armoniosa.

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