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25 gennaio 2024

Ferragamo rinvia il rilancio: ricavi a -7,6% nel 2023

L’amministratore delegato resta fiducioso nella strategia. Tra poche settimane verrà svelato il nuovo concept dei negozi.

Silvia Pieraccini

un'immagine della campagna holiday Ferragamo 2023

Il gruppo fiorentino di moda Salvatore Ferragamo chiude il 2023 con ricavi consolidati (dati preliminari) a 1.157 milioni di euro, in calo del 7,6% a cambi correnti e dell’8,1% a cambi costanti rispetto all’esercizio 2022. Il cambio di passo atteso dalla maison dopo il complicato periodo del Covid è rimandato.

Una strategia che deve ancora sprigionare il potenziale di crescita

L’amministratore delegato e direttore generale Marco Gobbetti sottolinea comunque significativi progressi nella transizione verso il nuovo corso: “Siamo fiduciosi che la nostra strategia farà emergere il potenziale di Ferragamo – afferma in una nota -. Il difficile contesto di mercato, con il rallentamento della domanda di beni di lusso, potrebbe influire sui tempi delle nostre previsioni iniziali; nonostante ciò, il commitment verso i nostri obiettivi strategici resta immutato”.

Tra poche settimane verrà svelato il nuovo concept store

Gobbetti sottolinea l’intenso lavoro fatto l’anno scorso, dall’aumento dei nuovi prodotti nei negozi al potenziamento della comunicazione, dall’ottimizzazione della rete distributiva fino ai segnali incoraggianti riscontrati “soprattutto a fine anno” dalle vendite di nuovi prodotti. Tra poche settimane, in occasione della sfilata donna di Milano, verrà svelato il nuovo concept store, “un altro passo fondamentale del nostro percorso”.

Wholesale peggio del retail

Nel 2023 il canale retail ha registrato un calo di vendite del 10,8% (-7,7% a cambi costanti) “penalizzato anche da un generale indebolimento del mercato negli ultimi mesi dell’anno, che ha impattato soprattutto le vendite off-price“. Ancora peggio ha fatto il canale wholesale, che ha chiuso a -12,1% (-10,2% a cambi costanti). Tra le aree geografiche, l’Asia-Pacifico ha registrato -13,1%, anche se nel quarto trimestre c’è stata un’inversione di tendenza; l’area Emea ha segnato +3,3%; il Nord America ha fatto peggio di tutti a -19,2%; il Centro e Sud America ha registrato -7,1%.

Autore:

Silvia Pieraccini

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