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14 febbraio 2022

Il caro-energia mette a rischio (anche) le cooperative

Allarme lanciato all’assemblea di Confcooperative, che chiede aiuto alla Regione: “Da qui a pochi mesi molte coop rischiano di chiudere”

La crisi energetica rischia di pregiudicare la sostenibilità delle attività e dei progetti di investimento delle quasi 3.300 cooperative attive in Toscana. A lanciare l’allarme è la presidente di Confcooperative Toscana, Claudia Fiaschi, in occasione dell’assemblea regionale dell’associazione che rappresenta 700 coop toscane, con 50mila soci e oltre 22mila addetti, a cui si aggiungono le 15 banche di credito cooperativo con 11,5 miliardi di raccolta e 9,5 di impieghi.

“Di qui a pochi mesi tanti rischiano di chiudere”

“La crescita del costo dell’energia elettrica del 370% nel 2021 e del 300% del gas – ha affermato Fiaschi – nonostante gli interventi statali volti a calmierarne gli effetti, genera costi insostenibili per famiglie ed imprese e rischia di generare da qui a pochi mesi la chiusura di molte delle nostre cooperative”. E gli interventi annunciati dal governo “non sono adeguati”, sostiene il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini: “Noi stimiamo – ha detto – che nel 2022 l’aumento dei costi dell’energia inciderà su famiglie e imprese per oltre 80 miliardi. Il governo ha messo sul tavolo fino a oggi 3 miliardi, nel prossimo provvedimento nelle prossime ore si parla di 6-7 miliardi, e quindi queste sono misure per le parti più fragili della società, ma occorrono delle misure anche più strutturali”

Oggi le cooperative attive in Toscana sono 3.295, in calo rispetto alle 3.360 di fine 2020, e corrispondono al 53,7% delle cooperative iscritte al Registro delle imprese: un dato dovuto, secondo la Camera di Commercio di Firenze, anche alla quota di coop che hanno in corso o una procedura concorsuale (12%) o di scioglimento/liquidazione (27,8%). Il calo demografico maggiore rispetto al 2020 si è avuto nel settore dell’industria (-6,6%), mentre il terziario ha accusato un -1%. In termini di performance economica, nell’ambito del quadro disegnato da Prometeia che per la Toscana prevede un graduale rallentamento della dinamica di crescita del Pil (+6,5% nel 2021, +3,9% nel 2022, +2,9% nel 2023), secondo la Camera di Commercio il sistema cooperativo regionale potrà avere dati positivi per fatturato (+2,3%), valore aggiunto (+2,8%) e profitti lordi (+4,1%), ma sullo sfondo c’è “uno scenario peggiorativo, che potrebbe correlarsi ad una mancata stabilizzazione dei prezzi delle materie prime nel medio-lungo termine”.

Un documento per la Regione con le priorità delle coop

A fronte delle criticità del momento, Confcooperative chiede ora un supporto alla Regione Toscana, e non soltanto per la situazione contingente del caro-energia. Fiaschi ha consegnato al presidente della Regione, Eugenio Giani, un documento con otto priorità per il rilancio del mondo cooperativo: fra queste, la riattivazione della consulta e della conferenza della cooperazione previste dalla legge quadro sulle cooperative; misure di sostegno per capitalizzazione e finanza dedicata alle cooperative; investimenti sul ricambio generazionale; coprogettazione pubblico-cooperative in ambito sociale e culturale; revisione delle regole sull‘affidamento dei servizi in ambito sociale con l’apertura di un tavolo tecnico ad hoc.

“Siamo convinti che l’economia cooperativa – ha affermato Fiaschi nella sua relazione – debba essere considerata un pilastro del modello di sviluppo economico della Toscana non tanto in virtù del suo impatto economico, ma soprattutto per la sua rilevanza in termini di coesione sociale, di mobilitazione del protagonismo imprenditoriale di cittadini e cittadine, un fenomeno che rimette nelle mani dei toscani i destini di sviluppo della nostra regione. Un valore quello dello sviluppo locale e dell’economia di prossimità che deve tornare centrale anche nella programmazione e e nelle politiche di sviluppo del territorio”.

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