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10 aprile 2024

Antinori brinda ai 50 anni del Tignanello restaurando Ponte Vecchio

L’azienda fiorentina dona 1 milione di euro utilizzando l’Art Bonus. I lavori partiranno in autunno e si svolgeranno in tre fasi.

Silvia Pieraccini

Albiera, Alessia e Allegra Antinori col padre Piero e il sindaco Dario Nardella alla presentazione del restauro del Ponte Vecchio

Uno dei ponti più famosi al mondo, il Ponte Vecchio di Firenze, sarà restaurato grazie al contributo di una delle famiglie-aziende del vino più antiche (è in attività dal 1385) e blasonate al mondo, la fiorentina Marchesi Antinori, da sempre ai vertici della qualità enologica e della redditività (il bilancio 2023 si chiuderà, per la sola parte vinicola, con il fatturato a 244 milioni, +3,5%, e ebitda al 50,2%).

Donato 1 milione di euro con l’Art Bonus

La presentazione dell’operazione è stata fatta oggi, 10 aprile, in Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella e dal patron Piero Antinori, presente con le figlie Albiera, Allegra e Alessia e con l’amministratore delegato Renzo Cotarella. Antinori donerà 1 milione di euro, pari al 50% del costo complessivo dell’intervento (il resto lo metterà il Comune), utilizzando l’Art Bonus. L’occasione del “regalo” fatto dall’azienda al Comune di Firenze è il 50esimo compleanno del vino che ha segnato il Rinascimento dell’enologia italiana, il Tignanello, inventato da Piero Antinori in una fase di forte crisi della viticoltura italiana e uscito per la prima volta sul mercato nel 1974.

Il Ponte Vecchio ‘risparmiato’ dai bombardamenti

Il progetto messo a punto dal Comune prevede il restauro dei prospetti, arcate, piloni, parapetti, rostri – per eliminare macchie, alghe, incrostazioni – e il recupero della pavimentazione di uno dei ponti più famosi al mondo, ultimato nel 1345, “risparmiato” dai bombardamenti nazifascisti nel 1944, fortemente danneggiato dall’alluvione del 1966 e oggi bisognoso di maquillage (non ha problemi di tipo strutturale).

“Questa operazione legherà per sempre due simboli internazionali – ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, presentando l’operazione in Palazzo Vecchio – e consoliderà il rapporto tra le grandi famiglie della città e il patrimonio storico-artistico. Il Tignanello ha prodotto una rivoluzione in Italia e nel mondo, e sta al mondo del vino come la Cupola del Brunelleschi sta all’architettura”.

Antinori si sente in debito con Firenze

Piero Antinori si è detto emozionato e onorato: “Noi siamo debitori di questa città – ha spiegato – e vogliamo restituire a Firenze una parte di ciò che ci ha dato nei secoli. Noi non saremo, anche come azienda, quello che siamo oggi, se non avessimo avuto la fortuna di operare a Firenze. Essere fiorentini dà un valore aggiunto, e anche una marcia in più dal punto di vista commerciale: quando nel mondo mi chiedono da dove vengo e dico ‘da Firenze’, la mia credibilità e autorevolezza aumenta automaticamente”.

Lavori realizzati in tre fasi

I lavori di restauro saranno realizzati in tre fasi: nel prossimo autunno si interverrà sulla pavimentazione (senza chiudere il Ponte Vecchio); nell’estate 2025 e nell’estate 2026 si opererà dall’Arno col cantiere montato su chiatte per ripulire piloni, prospetti e spallette.

Autore:

Silvia Pieraccini

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