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07 dicembre 2022

Welfare aziendale, le Pmi toscane brillano per sicurezza e inclusione

La classifica stilata da Generali elegge sette imprese “Champion”, ma evidenzia anche i ritardi da colmare.

Inclusione, sicurezza, welfare di comunità: sono queste le aree del welfare aziendale dove le Pmi della Toscana brillano di più, in rapporto alla media nazionale. Questo rileva il Welfare Index Pmi di Generali, che in regione ha analizzato le 421 piccole e medie imprese che hanno partecipato alla settima edizione dell’iniziativa, e ha incoronato sette “Welfare Champion”, sette imprese che hanno raggiunto un livello d’eccellenza in tale ambito.

In alcune aree del welfare aziendale la quota di Pmi con livello elevato (alto o molto alto) è superiore in Toscana rispetto alla media nazionale: le aree che raggiungono i livelli più elevati sono condizioni lavorative e sicurezza (69,8%), welfare di comunità (64,5%), diritti diversità e inclusione (45,5%). Ed è superiore rispetto alla media nazionale la quota di piccole e medie imprese toscane con livello elevato nell’area Salute e assistenza e Previdenza e protezione.

I ritardi da colmare: il 41,6% amplierà l’offerta

Su un piano più generale, tuttavia, la Toscana è ancora un po’ indietro rispetto alla media nazionale: in regione il 22,7% delle Pmi ha raggiunto un livello alto o molto alto di welfare aziendale, due punti sotto il dato medio italiano (24,7%). Distanza simile per le imprese con un livello almeno medio, che in Toscana sono il 66,8% del totale, contro il 68,4% della media italiana. Anche per questo, forse, quasi metà delle Pmi toscane (il 41,6% del totale) dichiara di voler ampliare la propria offerta di welfare aziendale nell’arco dei prossimi 3-5 anni.

Peraltro, l’impegno economico delle Pmi toscane per il welfare aziendale è al di sotto della media nazionale: dichiara di sostenere costi aggiuntivi solo il 28,8% delle Pmi in regione. Bene invece la comunicazione completa e sistematica delle opportunità del welfare aziendale nei confronti dei lavoratori: lo fa il 38,4% delle Pmi toscane, contro il 32,9 in Italia. In linea con la media nazionale la conoscenza approfondita di norme e incentivi fiscali, che riguarda il 21,3% delle Pmi in Toscana (contro il 22,2% a livello Italia).

In Toscana sette Pmi “Champion” di welfare aziendale

Le sette Pmi “Welfare champion” della settima edizione dell’Index di Generali sono Barone Ricasoli Spa (provincia di Siena), Bracaloni Massimo e Puddu Valeria Srl (Livorno), Mely’s Maglieria (Arezzo), Paolo Trilli, Iascone, Merelli, Papini & C (Firenze), Studio Aversano Piermassimo (Pistoia), Studio Vannucchi e Associati (Prato), Vianova Spa (Lucca).

Queste aziende, secondo Generali, vantano “un sistema di welfare aziendale caratterizzato da un livello di iniziativa molto rilevante (sia per ampiezza sia per intensità), capacità gestionali e impegno economico-organizzativo elevati (proattività, orientamento all’innovazione sociale, sistematico coinvolgimento dei lavoratori) e impatti sociali significativi sulla comunità interna ed esterna all’impresa, misurati da indicatori quali: la composizione e il trend dell’occupazione, le condizioni lavorative, il contributo alla comunità locale e l’impegno verso consumatori e fornitori”.

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