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Impresa

06 maggio 2022

Via ai licenziamenti di Gilbarco (che cambia pelle)

Il sito di Firenze diventerà centro di eccellenza del gruppo per ricerca e sviluppo, ma il sindacato non ci sta.

Firenze diventerà il centro di eccellenza in Europa di Gilbarco Veeder Root per la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di software e delle applicazioni tecnologiche per il mercato internazionale delle soluzioni di automazione per la distribuzione carburanti: ma la riorganizzazione porta, come annunciato ai sindacati, ai licenziamenti di 31 dipendenti del sito fiorentino, e alla scadenza il 30 giugno prossimo del contratto di 38 lavoratori interinali. L’annuncio dell’azienda sul futuro del sito fiorentino è arrivato nello stesso giorno dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo, e all’indomani dell’infruttuoso incontro al tavolo regionale.

“Aiutiamo i lavoratori coinvolti nella riorganizzazione”

A fronte dei licenziamenti, Gilbarco Italia si dice disponibile “a identificare insieme” a istituzioni e sindacati “le migliori soluzioni per supportare i lavoratori coinvolti dal processo di riorganizzazione. Per quanto concerne i lavoratori somministrati interessati in detta riorganizzazione, Gilbarco Italia Srl ritiene opportuno precisare che verranno onorati i contratti ad oggi in essere fino alla loro naturale scadenza e che comunque anche il reimpiego di tali risorse presso altri utilizzatori costituisce una priorità”.

L’azienda ricorda inoltre le certificazioni ottenute, dal 2005 a oggi, per il pagamento sicuro nelle aree di rifornimento di carburante di tutti i clienti presenti nel mercato Emea. “La gestione di questa infrastruttura – si legge nella comunicazione diffusa oggi – necessaria allo svolgimento delle attività dei clienti nazionali ed internazionali di Gilbarco Italia e del Gruppo, e il suo continuo sviluppo, rappresenterà sempre più uno degli aspetti core della realtà italiana”.

La Fiom: “Nessun accordo sui licenziamenti”

La posizione della Fiom-Cgil di Firenze rimane di contrapposizione netta, con l’appello alle istituzioni perché si schierino a difesa dei lavoratori: “Non vi è nessuna possibilità – ribatte il sindacato – di venire a qualsiasi accordo che preveda i licenziamenti dei lavoratori. Le motivazioni nell’apertura della procedura non ci convincono, ma non trovano neppure riscontro rispetto alle vaghe informazioni che la direzione aziendale ci ha dato per obbligo contrattuale. Siamo di fronte ad una realtà che decide di licenziare 31 lavoratori diretti e 38 somministrati solo ed esclusivamente in una pura logica di razionalizzazione del profitto degli azionisti”.

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