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13 ottobre 2022

Ufficiale: al via il 17 ottobre l’aumento di capitale Mps

Sottoscritti i contratti di garanzia, invariata la quota del Tesoro. La Bce conferma i requisiti patrimoniali per il 2023.

Semaforo verde per l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di Banca Mps, dopo giorni di incertezza: per la ricapitalizzazione, secondo quanto comunicato oggi ai mercati, sono stati sottoscritti contratti di garanzia per un importo massimo di 857 milioni di euro, di cui 807 milioni con il consorzio di banche garanti (Bofa, Citi, Credit Suisse, Santander, Barclays, Socgen e Stifel), e 50 milioni con il fondo Algebris, mentre gli impegni di sottoscrizione da parte di investitori terzi ammontano a 37 milioni. L’aumento di capitale partirà lunedì prossimo, 17 ottobre, e si concluderà il 3 novembre.

Invariata la quota del 64,2% del Tesoro

Il Tesoro sottoscriverà l’aumento di capitale per la propria quota, pari a 1,606 miliardi di euro. “L’impegno di sottoscrizione del Mef diventerà efficace solo pari passu con gli altri azionisti”, afferma Rocca Salimbeni, così da “mantenere invariata” la partecipazione del 64,2% nel capitale della banca, e “una volta determinata la porzione dell’aumento di capitale sottoscritta da altri azionisti”, inclusi i garanti. La ricapitalizzazione, nel programma definito con le autorità europee, sarà funzionale alla riprivatizzazione della banca.

Con l’avvio dell’aumento di capitale fissato da Banca Mps per il 17 ottobre, i diritti di opzione, negoziabili in Borsa fino al 25 ottobre, potranno essere esercitati fino al 31 ottobre mentre quelli non sottoscritti saranno offerti in Borsa, attraverso l’asta dell’inoptato, l’1 e il 2 novembre e il loro esercizio dovrà avvenire entro il 3 novembre. “Verrà riconosciuta agli azionisti che ne facciano richiesta – comunica l’istituto – la facoltà di ricevere le nuove azioni al termine della giornata contabile di borsa aperta in cui i relativi diritti di opzione sono stati validamente esercitati, a partire dal terzo giorno di offerta”, e purché siano rispettate le modalità operative previste da Monte Titoli.

Il sindaco “brucia” l’annuncio della Fondazione

Secondo quanto emerso in giornata, Axa è il principale dei sub-underwriter dell’aumento di capitale di Mps che hanno stretto accordi con il consorzio di garanzia: il gruppo francese, partner di Rocca Salimbeni nel bancassurance, potrà sottoscrivere fino a 200 milioni di euro di azioni. Dietro di lui l’imprenditore francese Denis Dumont (30 milioni) e i fondi BlueBay, Melqart e Pimco, che avevano in portafoglio bond subordinati di Banca Mps.

La partecipazione della Fondazione Mps alla ricapitalizzazione della sua conferitaria originaria, con un contributo di 10 milioni, è stata “svelata” dal sindaco Luigi De Mossi, che ha criticato il voto contrario espresso in deputazione generale dai rappresentanti delle due Università di Siena, “in singolare dissintonia con il territorio”, e dal rappresentante del ministero della Cultura. La Fondazione, che pure ha espresso “grande soddisfazione” per l’avvio dell’aumento di capitale, ha accusato il sindaco di “mancato rispetto degli ovvi doveri di riservatezza a tutela della libertà decisionale dei membri degli organi deliberanti”, e di “fuga di notizie su votazioni aventi potenziali effetti price sensitive, in palese violazione del Codice etico della Fondazione”.

La Bce conferma i requisiti patrimoniali 2023

Banca Mps ha inoltre ricevuto dalla Bce la decisione preliminare riguardante i requisiti patrimoniali che dovranno essere soddisfatti a partire dall’1 gennaio 2023, che conferma quelli attualmente in vigore, con un Total Srep Capital Requirement (Tscr) del 10,75%, in linea con quanto previsto nel piano industriale 2022-2026. Oltre a un requisito minimo di fondi propri dell’8% (pillar 1), la banca dovrà mantenere un requisito aggiuntivo di secondo pilastro (pillar 2) del 2,75%, sullo stesso livello richiesto per il 2022.

Alla luce anche dei recenti progressi intervenuti, Rocca Salimbeni “ha intenzione di avvalersi della facoltà di rappresentare alcune considerazioni” all’organo di vigilanza europea, nell’ambito del previsto processo ‘right to be heard'”. Nel frattempo, la banca ha posticipato dal 3 al 10 novembre la data di approvazione della trimestrale “per consentire il recepimento degli effetti derivanti dall’esodo volontario dei dipendenti”, in relazione all’esito dell’aumento di capitale.

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