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21 febbraio 2023

Stangata sulla tassa di soggiorno, albergatori all’attacco

Le associazioni di categoria contro il Comune: “Così sarà l’imposta più alta d’Italia, iniqua, e disincentiva la permanenza”.

Le nuove tariffe della tassa di soggiorno a Firenze, in vigore dal 1 aprile, arriveranno fino a 8 euro a notte – a persona – per gli hotel 5 stelle (oggi è 5 euro), con 5,50 euro per l’extra-alberghiero (oggi è 3 euro) e 7 euro per le residenze d’epoca. Questa la decisione del Comune, al termine di un confronto con le associazioni di categoria, che tuttavia criticano la scelta di Palazzo Vecchio. “Porteremo la delibera sull’imposta di soggiorno nella prossima giunta”, hanno annunciato la vicesindaca di Firenze Alessia Bettini e l’assessore al bilancio Giovanni Bettarini.

Agevolazioni per le presenze “professionali”

Le nuove tariffe prevedono, fra l’altro, 3,50 euro per gli alberghi a 1 stella (oggi è 3 euro); 4,50 euro per i 2 stelle (oggi è 4 euro); 6 euro per i 3 stelle (oggi è 4,5 euro); 7 euro a notte per i 4 stelle (oggi è 4,90 euro). In assoluto il turista di Firenze, e dell’area fiorentina in generale, preferisce pernottare in strutture alberghiere: rappresentano il 64% delle presenze, secondo i dati di dicembre scorso. Le preferenze le scelte più frequenti sono per i 4 stelle e i 3 stelle, rispettivamente il 37,9% di presenze e il 17,1%.

Gli aumenti sono consentiti dall’articolo 787 della legge di bilancio, frutto di un emendamento cofirmato dall’ex assessore comunale al bilancio Federico Gianassi, che dà facoltà ai Comuni di procedere in base ai dati Istat sulle presenze turistiche, qualora esse superino di venti volte il numero dei residenti. “Abbiamo concordato di favorire le presenze di carattere professionale e non prettamente turistiche per 7 giorni anche se non consecutivi”, hanno spiegato Bettini e Bettarini: ad esempio, il lavoratore che si recherà a Firenze per alcuni giorni durante la settimana, non pagherà la tassa di soggiorno.

Albergatori all’attacco: “Tassa elevata e iniqua”

La decisione del Comune, tuttavia, non convince Assohotel-Confesercenti, Aia-Federalberghi e Confindustria Firenze, secondo cui il capoluogo toscano “sarà la città con l’imposta di soggiorno più alta d’Italia e tra le più care d’Europa”. Una tassa iniqua, per le associazioni: “Solo i soggiorni nelle strutture ricettive vengono colpiti, quando la filiera del turismo genera ricchezza diffusa per l’intera città e avvantaggia tante altre tipologie di impresa. Il turista insomma mangia, consuma, fa shopping, ma si guarda al solo aspetto del pernottamento, così che al turista mordi e fuggi non viene chiesto un euro in più di contributo, con il risultato di disincentivare la permanenza”.

Peraltro, osservano gli albergatori, l’entrata in vigore già dal 1 aprile “mette a rischio il sistema delle prenotazioni, considerando che un gran numero di camere sono state già vendute ai prezzi finora in vigore, cosa che potrebbe portare a contestazioni e cancellazioni, mentre sarebbe stato più opportuno darsi una scadenza più lunga per consentire al sistema di adeguarsi”. Dunque, concludono le associazioni, “in un momento così delicato, in cui il turismo esce da 2 anni di restrizioni e con forti perdite subite dal Covid, ma fortunatamente in una fase di crescita e stabilizzazione, si rischia di compromettere il delicato recupero di destinazioni, come Firenze, che stavano appena rialzando la testa, caricando di ulteriori costi i turisti e di burocrazia gli albergatori”.

Palazzo Vecchio ribatte: “Non graviamo sui fiorentini”

Secondo Bettini e Bettarini, invece, si tratta di una scelta obbligata “per non gravare sui fiorentini”, perché “la nostra città sta facendo uno sforzo importante sullo sviluppo per le infrastrutture di mobilità e per quelle per il turismo ed un esempio è la Fortezza da Basso con i suoi spazi espositivi e Firenze Fiera. Non riteniamo giusto che solo i fiorentini vadano a sostenere lo sforzo che fa una città come la nostra, che ospita turisti in numero di oltre 20 volte maggiore quello degli abitanti, e per questo abbiamo valutato, dopo averne discusso da tempo anche con gli albergatori, l’incremento dell’imposta di soggiorno, che come ricordiamo è a totale carico dei turisti”.

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