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20 febbraio 2023

Tassa di soggiorno a Firenze, Cna boccia l’ipotesi aumento

L’associazione chiede politiche di supporto alle Pmi del commercio per rilanciare il comparto come elemento chiave delle città.

Per rilanciare il commercio nei centri urbani servono politiche di supporto alle Pmi di settore, e meno tasse: compresa la tassa di soggiorno che il Comune di Firenze, invece, sta valutando di incrementare in base alle norme introdotte con l’ultima legge di bilancio. Questa la posizione di Cna Turismo e Commercio, che proprio a Firenze ha organizzato un convegno nazionale, dedicato alle politiche per arginare la desertificazione commerciale e rilanciare il comparto come elemento fondamentale del tessuto cittadino.

La presa di posizione arriva in un periodo in cui, dopo i primi incontri con le categorie del turismo, la questione della tassa di soggiorno è momentaneamente scomparsa dai radar. “C’è un dialogo aperto col Comune di Firenze che ha già riunito più di una volta le associazioni di categoria, noi ci siamo resi disponibili al dialogo, ma non siamo certo né disponibili a incrementare la tassa di soggiorno, né soddisfatti”, ha affermato Luca Tonini, presidente di Cna Toscana. “Se nel momento in cui si riprende – ha aggiunto -, in cui c’è una spinta verso il cambiamento e la soluzione di problemi vissuti e ancora non risolti con la pandemia, immediatamente si iniziano a aumentare le tasse, questo diventa un problema notevole.

L’idea di Cna è “una normativa speciale sulla tassa di soggiorno per le città d’arte, come ha Roma capitale, in modo che possa calmierare e tenere più bassa la tassa di soggiorno: ma non di aumentarla immediatamente, cosa che sarebbe sicuramente un danno, e ricadrebbe ovviamente sulle spalle delle imprese e dei turisti che arrivano a Firenze”.

Distretti urbani per rilanciare il commercio

Fra le proposte dell’associazione per il rilancio del commercio nelle città, la realizzazione di marketplace digitali su scala cittadina, l’affiancamento alle piccole e medie imprese nella ricerca di finanziamenti ed incentivi all’insediamento, la defiscalizzazione con aliquote Iva differenziate per i negozi che si trovano in zone a rischio desertificazione.

E’ stata anche proposta la promozione dei Duc (Distretti urbani del commercio), nelle cui aree soggetti pubblici e privati possano proporre interventi di gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo sociale, culturale ed economico e della valorizzazione ambientale del contesto urbano e territoriale di riferimento per la valorizzazione integrata di uno spazio urbano con presenza di attività commerciali al dettaglio, e la promozione della competitività e l’innovazione del sistema delle imprese del commercio.

Secondo Elisabetta Norfini, presidente di Cna Turismo e Commercio Toscana, “anche in questa regione è fortemente necessario un cambiamento di pensiero e di visione. E’necessaria una maggiore ‘cultura urbana’ tale da consentire che le attività commerciali tornino ad avere un ruolo economico e sociale rilevante mantenendo il rapporto tra luoghi, persone e territori”.

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