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09 febbraio 2023

Superbonus, le imprese chiedono alla Regione di acquistare i crediti

Lettera di Ance Toscana a Giani e Marras, mentre anche la Liguria si muove, e le piccole imprese cercano ossigeno.

Leonardo Testai

A lezione di edilizia

Qualcosa si muove a Palazzo Strozzi Sacrati per il sostegno alle imprese che accusano difficoltà per cedere i crediti dei bonus in edilizia, come il Superbonus 110% e l’Ecobonus: l’assessore all’economia della Regione Toscana, Leonardo Marras, ha rivelato a T24 che l’ente sta meditando l’acquisto di crediti, e il presidente di Ance Toscana Rossano Massai conferma che qualcosa si sta muovendo. L’associazione infatti ha inviato una lettera al governatore Eugenio Giani e allo stesso Marras, chiedendo un’azione in tal senso.

“Ho parlato personalmente con l’assessore Marras – spiega Massai -, il quale mi ha detto che hanno preso la proposta in seria considerazione. Naturalmente la stanno valutando, si stanno mettendo in contatto con il Mef, però la stanno elaborando, quindi mi auguro a breve di avere notizie”. Nella lettera Ance Toscana ricordava le operazioni studiate da altre Regioni – e ora anche la Liguria si sta aggiungendo a tale novero -, sottolineando che “si tratterebbe di un aiuto concreto alle imprese toscane volto a scongiurare il rischio imminente di una ricaduta pesantissima sul territorio, dal punto di vista economico e sociale, laddove non si trovino quelle soluzioni rapide ed efficaci che da mesi, come Ance invochiamo”.

L’Europa si muove sull’efficientamento energetico

Infatti, sottolinea Massai, “la situazione delle imprese è drammatica in questo momento, non ci sono stati sbocchi. C’è stata qualche piccola iniziativa da parte di qualche banca locale che è andata incontro a qualche ditta visti i rapporti, le conoscenze, ma non si è sbloccata la situazione. Non c’è nemmeno da illudersi per l’immediato. Se le Regioni decidessero di prendere questi crediti, ci vorrebbe comunque un po’ di tempo per mettere in moto la macchina”.

La questione è rilevante anche alla luce del via libera dalla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo alla proposta di revisione della direttiva sulle performance energetiche degli edifici. La proposta dovrebbe ora approdare al voto in plenaria durante la sessione di marzo. Dunque, evidenzia il presidente di Ance Toscana, “se noi vogliamo andare verso questa transizione ecologica, dovremo avere dei bonus. Ance ha fatto uno studio: se si ritornasse alla situazione ante Superbonus 110%, con quel passo, per arrivare ai parametri che ci dà l’Europa per l’efficientamento energetico ci vorrebbero 630 anni. I bonus occorrono, e bisogna fare in modo che i crediti non rimangano nei cassetti delle imprese”.

I rischi per le piccole imprese artigiane

Il tema della fruizione dei crediti in edilizia è vitale anche per tante piccole imprese artigiane della Toscana. “Se non si risolve questo problema, che è veramente basilare, in quella filiera il rischio è che nei prossimi mesi tante aziende vadano a chiudere a causa dei loro cassetti fiscali”, ha affermato Luca Tonini, presidente della Cna regionale.

Le banche, lamenta il segretario generale di Confartigianato Firenze Jacopo Ferretti, “sono arrivate a riconoscere appena il 78% sul 110%: ciò significa lavorare a rimessa. Purtroppo, visto che si tratta di lavori vecchi, sono costrette a cedere a percentuali tanto basse in modo da poter pagare i fornitori. La sopravvivenza delle imprese della filiera edile è sempre più a rischio. Le ricadute sull’economia reale sono prevedibilmente catastrofiche”.

L’ipotesi di un acquisto dei crediti da parte della Regione è interessante, ma per Ferretti in ogni caso occorre “valutare bene la capienza fiscale e le percentuali. Non è la soluzione a tutti i mali, sicuramente darebbe un atteso messaggio positivo a tutto il sistema, soprattutto da parte di un settore pubblico spesso avvertito come lontano. Sul piano concreto, ciò permetterebbe di sbloccare almeno una parte dei crediti attualmente fermi. Rimane la necessità di mettere un tetto massimo agli interessi”.

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Leonardo Testai

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