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07 luglio 2022

Siccità, la Toscana in stato d’emergenza regionale

Al via l’individuazione dei progetti per salvare le colture, e il tavolo per la creazione di nuovi invasi in prospettiva.

Leonardo Testai

Stato d’emergenza regionale per rispondere alla criticità del momento, e in prospettiva nuovi invasi per dare risposte sia al rischio di allagamenti nelle stagioni piovose sia alle difficoltà di approvvigionamento nei mesi secchi: questa la duplice mossa della Toscana contro la siccità che sta mettendo in pericolo le produzioni agricole, con un terzo del totale a rischio. Le zone più problematiche sono la valle del Serchio, la Maremma, le colline del Chianti, il litorale tra Pisa e Livorno e la laguna di Orbetello.

Al via l’individuazione dei progetti per l’emergenza

Lo stato d’emergenza per la Toscana “dal punto di vista pratico – sostiene il presidente della Regione Eugenio Giani – significa l’individuazione in tempi molto rapidi da parte nostra dei progetti che possono consentire di sopperire ai danni che si stanno provocando” per via della siccità. Fra questi, ha aggiunto Giani, “”la manutenzione per eliminare le perdite della rete degli acquedotti, in varie parti della Toscana, la necessità di pensare a un’irrigazione immediata in aree della Maremma, del litoraneo tra Pisa e Livorno, della valle del Serchio”, ma anche “progetti, penso alla Laguna di Orbetello, che ci possano consentire in tempi rapidi di dare ossigenazione a uno dei luoghi più caratteristici della Toscana”.

Nel frattempo è nato un tavolo regionale per la realizzazione di nuovi invasi: alla prima riunione di coordinamento sul tema hanno partecipato la Regione Toscana, Anbi Toscana con i sei Consorzi di bonifica, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale e le associazioni di categoria agricole. “La costruzione di nuovi invasi, accanto a una gestione oculata di quelli esistenti, è al momento l’unica soluzione possibile per il problema della siccità”, ha affermato Marco Bottino, presidente di Anbi Toscana.

Cereali e ulivi soffrono, i vivai stanno meglio

Lo stato d’emergenza va incontro agli allarmi sulla siccità lanciati dalle associazioni di categoria. “Il caldo torrido si è abbattuto su grano, cereali, colture, girasoli, ulivi”, ha affermato Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, secondo cui “servono interventi strutturali per portare acqua e potenziare le misure di prevenzione contro gli incendi: ogni giorno le fiamme stanno distruggendo i campi della Toscana con contraccolpi economici elevatissimi. Sono le temperature più alte da quasi venti anni, c’è, come ha già evidenziato l’Autorità idrica toscana in attesa di ultimare le analisi, una situazione di criticità, soprattutto per quanto riguarda le falde”.

Più limitati in questa fase, secondo la Coldiretti di Pistoia, i danni al comparto del vivaismo ornamentale, che “sta soffrendo come tutta l’agricoltura – sostiene l’associazione -, ma grazie alla lungimiranza e agli investimenti degli imprenditori sta reggendo meglio di altri ambiti alla penuria d’acqua . Con tanta fatica e con l’ausilio di autobotti in alcuni campi, cosa che prima avveniva solo ad estate inoltrata, non certo a partire da giugno. Non mancano comunque piante ‘bruciate’ in cima, che non è detto si riprendano”.

“Situazione critica a macchia di leopardo”

In generale, l’Autorità Idrica Toscana parla di “situazione critica e a macchia di leopardo per la regione, soprattutto in un orizzonte temporale che va a fine settembre”. Oltre cento comuni toscani hanno adottato ordinanze di limitazione dell’uso dell’acqua potabile: oggi anche Prato ha emanato una propria ordinanza, col divieto assoluto su tutto il territorio comunale di utilizzare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici fino al 30 settembre, e la chiusura dei fontanelli che si trovano sul territorio comunale dalla mezzanotte alle 5.

Dal 2018 al 2021, sostiene l’Ait, sono stati recuperati 33 milioni di metri cubi di acqua all’anno, un 6% dell’acqua immessa in rete, grazie agli interventi sulla rete per ridurre le perdite. “Abbiamo ridotto del 27% le perdite di acqua negli ultimi 4 anni”, ha affermato Lorenzo Perra, presidente di Publiacqua, che oggi a Firenze ha presentato la conclusione dei lavori inerenti la fognatura e la depurazione dell’area della Città metropolitana, in virtù dei quali 8 Comuni fiorentini escono dalla procedura d’infrazione europea avviata nel 2014.

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Leonardo Testai

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