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Impresa

29 maggio 2023

Balla la domanda di oro da investimento, Italpreziosi punta a crescere

L’azienda aretina dei metalli preziosi, dopo l’incremento degli utili nel 2022, si prepara a realizzare la nuova sede in chiave green.

“Il 2022 ha rappresentato un anno di crescita per la società, che assume una valenza particolarmente positiva se si considerano le condizioni macroeconomiche in cui abbiamo operato”, fra la guerra in Ucraina e il boom dell’inflazione: canta vittoria Ivana Ciabatti, presidente di Italpreziosi, presentando i numeri di bilancio relativi all’anno passato, e approvati dall’assemblea mentre il 2023 si sta caratterizzando per notevoli oscillazioni del prezzo dell’oro.

Oscillazione che riguarda anche la domanda dell’oro da investimento, fortemente ridimensionatasi nelle ultime settimane, dopo che a inizio 2023 si era osservato “un fortissimo aumento della domanda di oro da investimento – sostiene la società -, prevalentemente da privati, in Italia e nelle altre parti del mondo, dettata dalla paura e dalle varie incertezze, in un’ottica di diversificazione e protezione del proprio patrimonio”.

Riprendere il trend di inizio anno potrebbe consentire a Italpreziosi, società attiva nella produzione, trading e commercio di metalli preziosi, lingotti e oro da investimento, un aumento dei volumi e dei margini nel 2023. Sempre quest’anno, Italpreziosi ha perfezionato l’acquisto di un terreno nelle vicinanze dell’attuale stabilimento dove sarà realizzata la nuova sede, progettata con criteri di innovazione e sostenibilità, anche grazie a un impianto fotovoltaico.

Nel 2022 tanta voglia di oro da investimento

Il valore della produzione 2022 di Italpreziosi è stato superiore a 3,5 miliardi di euro, dato sostanzialmente in linea (-0,25%) col 2021, mentre l’Ebitda sale a 8,3 milioni (+51%) e l’utile netto a 2,3 milioni (+35%). Il 62% dei ricavi è realizzato all’estero. Il patrimonio netto complessivo passa da 32 a 35 milioni. “Risultati maturati in un panorama complesso caratterizzato da forti tensioni – afferma Italpreziosi -, nel quale è stata registrata una significativa domanda di oro da investimento, in crescita del 10% rispetto al 2021. Benché la domanda degli Etf (titoli e fondi sull’oro) sia calata del 3%, quella di oro fisico da investimento è cresciuta in Turchia del 38%, in Medio Oriente del 42% (ai massimi da 4 anni) e negli Usa e in Europa ha superato il dato del 2011”.

Secondo il rapporto congiunto del Club degli orafi Italia e della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, il settore orafo in Italia ha chiuso il 2022 con un fatturato in crescita anno su anno del 22,1%, a quota 13,2 miliardi di euro. I risultati sono stati sostenuti dal posizionamento sui mercati internazionali, dove le esportazioni di gioielli sono cresciute del 19,8%, superando quota 9 miliardi di euro, con un pieno recupero dei livelli pre-Covid sia in valore (+41%), sia in quantità (+5%). Con 1,5 miliardi di euro gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di riferimento (+12%), davanti alla Svizzera (1,3 miliardi, +21%).

“Investiamo per consolidare la nostra posizione”

Secondo Ciabatti “la crescita dei principali indicatori economico-finanziari conferma la correttezza delle scelte strategiche adottate e costituiscono un solido riferimento sul quale poter programmare le ulteriori evoluzioni future, connotate da un programma di rilevanti investimenti volti a favorire il consolidamento della nostra posizione sul mercato internazionale di riferimento”. Investimenti che, nel 2022, sono stati destinati all’innovazione e al potenziamento della struttura produttiva, e all’efficientamento organizzativo e tecnologico, con un nuovo macchinario hi-tech per la produzione dei lingotti altamente tecnologico, e un nuovo impianto di affinazione dei metalli bianchi.

All’inizio del 2023 Italpreziosi ha acquisito una nuova partecipazione in una società mineraria quotata al mercato di Toronto: si tratta della Denarius Metals Corp, società che possiede concessioni minerarie di oro ed altri metalli preziosi e non preziosi in Spagna e Colombia.

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