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26 agosto 2022

Rigassificatore di Piombino, sulla Via (che non c’è) scoppia la battaglia politica

La valutazione dell’impatto ambientale della nave, promessa da Giani e non prevista dal ministero, fa discutere anche dentro il Pd.

Silvia Pieraccini

La nave rigassificatrice Golar Tundra, lunga 293 metri e larga 40, che sarà installata nel porto di Piombino

La valutazione dell’impatto ambientale (Via) della nave rigassificatrice che dovrebbe essere installata nel porto di Piombino per alleviare i problemi energetici dell’Italia dopo la mancanza delle forniture russe, e la cui operatività è prevista in primavera, scatena la battaglia tra le forze politiche e all’interno dello stesso Pd.

Giani aveva promessa una doppia Via

La valutazione d’impatto ambientale era stata annunciata a fine giugno dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani (Pd) che è anche commissario straordinario per il rigassificatore, per cercare di placare le polemiche che si erano levate dal territorio – guidate dal sindaco di Piombino, Francesco Ferrari (Fratelli d’Italia) – sui possibili rischi ambientali che la presenza in porto di gas liquido (la nave acquistata da Snam avrà una capacità di volume stoccato di 170mila metri cubi) solleva: “Vi assicuro che pretenderò addirittura una doppia valutazione di impatto ambientale – aveva detto Giani di fronte al consiglio comunale di Piombino – vi do davvero la mia parola: firmerò solo se avrò doppia Via e garanzie di sicurezza ambientale per la popolazione”.

Cingolani ha informato l’Ue che non ci sarà la Via

L’assicurazione era arrivata nonostante la previsione governativa di una procedura semplificata che accorcia i tempi autorizzativi (120 giorni la durata del procedimento), cancellando di fatto la Via. Tanto che il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, in una lettera inviata nei giorni scorsi alla Commissione europea ha precisato che il rigassificatore di Piombino “sarà esentato dall’applicazione delle disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale perché eventuali ritardi o ostacoli metterebbero a repentaglio la sicurezza energetica del Paese”.

Romano (Pd) ora chiede una Via accelerata

Ora a intervenire sul tema è Andrea Romano, deputato uscente del Pd e candidato nel collegio uninominale Livorno-Piombino alla Camera, che punta a scacciare i dubbi dei cittadini con i fatti: “Si può spiegare e rassicurare anche in poco tempo, introducendo una Via in versione accelerata – ha affermato – che dia risposte in poche settimane. Lo si è già fatto in passato per altre opere urgenti, come l’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina o il potenziamento delle infrastrutture del porto di Trieste”.

Renzi accusa il Pd di indecisione

L’intervento di Romano dà l’assist a Matteo Renzi, leader di Italia Viva alleata con Azione di Carlo Calenda nel Terzo polo: “Siamo in crisi energetica ma il sindaco di Piombino (Fratelli d’Italia) dice no al rigassificatore – attacca Renzi – Il Pd temporeggia e chiede una nuova, non prevista, valutazione d’impatto: vogliono ancora prendere tempo. Gli unici a dire ‘Sì rigassificatore subito’ siamo noi”.

Autore:

Silvia Pieraccini

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