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02 maggio 2023

Rigassificatore di Piombino, tutto pronto per il primo test

Imminente l’arrivo della prima nave gasiera in porto. Giani rilancia sulle compensazioni, il ministro si dice pronto a valutare.

Leonardo Testai

A Piombino è tutto pronto per l’arrivo della prima nave metaniera destinata – per la fase di test, al rigassificatore Golar Tundra di Snam approdato in porto un mese e mezzo fa: la manovra di ormeggio, come da prescrizioni ricevute dalle autorità preposte, ovvero Autorità portuale e Capitaneria, avverrà nella notte fra giovedì 4 e venerdì 5 maggio, quando non ci sarà più il traffico dei traghetti. Ad accogliere la nave Kalymnos, venerdì a Piombino, ci saranno il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e l’amministratore delegato di Snam Stefano Venier.

In questo momento gli stoccaggi di gas “hanno superato il 60%, per avere una maggiore sicurezza sulla contingenza bisogna aggiungere Ravenna, con altri 5 miliardi di metri cubi”, ha detto il ministro, spiegando che per la collocazione offshore della Golar Tundra, scaduti i tre anni concordati in sede di autorizzazione, “in questo momento sono in valutazione due proposte, e nel giro di 15 giorni renderò nota” la scelta.

Un test in due fasi

La nave metaniera noleggiata da Eni, che si è aggiudicata il primo carico per i test, trasporta un carico di circa 170.000 metri cubi di Gnl che saranno scaricati in due fasi. Il carico di Gnl proviene dall’Egitto. I test dureranno una ventina di giorni e serviranno per testare gli impianti per la rigassificazione e i sistemi di bordo. Dopo aver effettuato la prima operazione di scarico, che durerà circa 48 ore, la metaniera lascerà il porto di Piombino: tornerà dopo una decina di giorni per scaricare il rimanente gas che servirà a completare i test di performance.

Il rigassificatore dovrebbe essere pronto per avviare la fase commerciale nella seconda metà di maggio. “Abbiamo fatto la nostra parte – ha affermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, commissario governativo per la realizzazione del rigassificatore – la nave di Snam è arrivata nel porto di Piombino, e abbiamo gestito al meglio il suo posizionamento, l’adduzione con il gasdotto di 8,8 km fino al punto in cui il gas si inserisce nella rete nazionale”.

Pichetto Fratin pronto a valutare le compensazioni

Giani ha incontrato a Pisa Pichetto Fratin, rilanciando il tema delle contropartite per il territorio, soffermandosi sulle agevolazioni in bolletta, le bonifiche e gli interventi sulla viabilità. “Abbiamo parlato anche delle possibili compensazioni – ha affermato il ministro dopo l’incontro – e valuteremo sia rispetto alla programmazione della Regione, sia rispetto alle valutazioni del Comune, indipendentemente dal percorso giuridico del Tar. Tuttavia non le chiamerei compensazioni, perché a Piombino c’è un’enorme area che va bonificata, rigenerata e ridestinata alle produzioni. C’è un impegno serio su questi aspetti da parte del governo, e più in generale del settore pubblico”.

I comitati di Piombino contrari al rigassificatore (Salute Pubblica, La Piazza Val di Cornia, Liberi Insieme per la Salute e il gruppo Gazebo 8 giugno) hanno scritto una lettera aperta indirizzata al Comitato tecnico regionale, per contestare l’avvio dei test. Che “avverranno senza, per quanto ne sappiamo, che il rapporto di sicurezza definitivo sia stato approvato e senza conoscere ancora il piano di emergenza a cura del Prefetto”, si legge nella lettera.

“Approvvigionamento sicuro per il prossimo inverno”

In uno studio pubblicato nei giorni scorsi l’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) si sofferma sul ruolo del nuovo rigassificatore di Piombino per l’approvvigionamento energetico nazionale. “Golar Tundra dovrebbe entrare in funzione solo a metà maggio – sostiene l’istituto – e progressivamente a regime nel corso dei mesi successivi. A fronte di una capacità di importazione di 5 miliardi di metri cubi (Gmc) l’anno, supponiamo che possa importare al massimo circa 1,7 Gmc tra inizio maggio e fine ottobre 2023. Pur eliminando la totalità di queste forniture, all’Italia resterebbero dunque oltre 34 Gmc di gas naturale, più del massimo necessario a riempire gli stoccaggi italiani al 100%”.

Secondo l’istituto, dunque, dopo un inverno 2022/23 che ha visto un clima molto mite, e la non interruzione totale dei flussi di gas dalla Russia, anche grazie al rigassificatore di Piombino l’Italia “riuscirà a riempire tranquillamente i propri stoccaggi” in preparazione dell’inverno 2023/24, salvo sorprese come “eventuali problemi con le esportazioni di gas da parte dei nostri principali fornitori attuali”.

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Leonardo Testai

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