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04 luglio 2022

Rigassificatore di Piombino, il territorio dice ancora no

Giani rivela che Snam punta a una concessione di 25 anni. Il governo spinge per il via nel 2023: Ravenna non è pronta.

La partita del rigassificatore di Piombino appare sempre più complicata. Da un lato infatti il territorio – in testa, il sindaco Francesco Ferrari – continua a essere contrario all’installazione nel porto della nave Golar Tundra; dall’altro, il governo punta forte proprio sulla Val di Cornia, perché il porto di Piombino sarebbe pronto ad accoglierla un anno prima (2023 e non 2024) rispetto a quello di Ravenna, l’altra soluzione individuata da Roma. Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, non può concedersi un atteggiamento tranchant nei confronti delle preoccupazioni del territorio: “Sono tutte istanze comprensibilissime, e farò di tutto per trovare la giusta quadra”, ha dichiarato.

Giani: “Snam vuole una concessione di 25 anni, io no”

L’elemento nuovo emerso dal consiglio comunale straordinario di Piombino del 1 luglio – conclusosi con un voto unanimemente contrario all’opera – è la volontà di Snam di ottenere una concessione di 25 anni per la nave di rigassificazione. Lo ha rivelato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, commissario straordinario per la realizzazione dell’opera e destinatario dell’istanza di Snam, che si è detto contrario a una permanenza così lunga: “La nave resterà in porto due-tre anni al massimo – ha detto – poi va via, anche perché quella banchina è stata realizzata con 110 milioni di investimento anche dalla Regione Toscana”.

La posizione di Giani, contestato a Piombino, rimane quella di un sì alla nave, condizionato all’accettazione del memorandum da parte del Governo (e quindi lo sblocco di partite significative per il territorio), e a una doppia valutazione di impatto ambientale, ma con la permanenza per soli due anni del rigassificatore che non appare più un fatto condiviso con il livello nazionale. “Sono contrario – ha aggiunto, il giorno dopo la seduta del consiglio – ad una concessione per 25 anni, nelle interlocuzioni che avevamo avuto col Governo si parlava di massimo tre anni. Quello è il tempo, con me 25 anni non ci stanno, vorrebbe dire immobilizzare il porto per il rigassificatore”, dunque “se ci sono le condizioni portiamo a Piombino la nave, altrimenti no”.

Ravenna è in ritardo, l’orizzonte è il 2024

La seduta del consiglio comunale di Piombino è stata accompagnata dalle nuove proteste in piazza dei comitati, con 400 manifestanti contrari al rigassificatore: è la seconda manifestazione dopo quella del 18 giugno, a cui aveva partecipato anche il sindaco. “Piombino ha già dato”, ha affermato Ferrari, secondo cui “una metaniera all’interno di un porto, oltre a essere la prima, rappresenta un grave pericolo che noi non vogliamo e non possiamo accettare. Un impianto rigassificatore è a 12 miglia marine dalla costa di Livorno, 20 km, con zona di interdizione di 3 km. Da parte nostra è impossibile accettare, nonostante l’interesse nazionale, perché nessuno può garantire l’incolumità dei cittadini”. Poi, ha aggiunto il sindaco, “ci sono le ragioni ambientali ed economiche, perché legate all’ambiente e ci sono tante attività che verrebbero pregiudicate. Per non parlare poi del turismo e della riconversione in questa chiave di tante famiglie che ha un’importanza per il rilancio in questa città legata da sempre alla siderurgia”.

Roma segue con grande attenzione l’intera partita. “I circa 30 miliardi di metri cubi di gas russo saranno sostituiti con 25 miliardi di metri cubi provenienti da altri Paesi”, ha spiegato Cingolani, precisando che la metà dei 25 miliardi di metri cubi “nuovi” sono di gas liquido. “Tutto il possibile – ha affermato – verrà rigassificato con i 3 impianti attuali. Ma per processare le 12 miliardi di tonnellate di Gnl sarà essenziale poter contare sulle due navi rigassificatrici previste. E’ fondamentale che la prima sia installata a inizio 2023”. E solo Piombino potrebbe essere pronta per allora: per Ravenna, col probabile raccordo a un’impianto esistente, si parla del 2024. “Sono le stime che ci vengono riferite, non ancora però suffragate da un progetto”, ha dichiarato giorni fa il sindaco Michele De Pascale.

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