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18 ottobre 2022

Rigassificatore di Piombino, Carrai dice sì (e Ferrari no)

Le rassicurazioni di Snam confortano Jsw Steel Italy, ma i comitati pensano al ricorso al Tar e si preparano a scendere in piazza.

Il rigassificatore di Piombino va verso l’autorizzazione, che potrà essere concessa dal commissario straordinario Eugenio Giani dopo la conferenza dei servizi del 21 ottobre dove ci si aspetta sia confermato il verdetto degli enti statali, un sostanziale via libera con però una serie di prescrizioni; e verso un ricorso al Tar, che sarà promosso dai comitati, sulla scorta dei pareri tecnico-giuridici contrari del pool di avvocati e consulenti ingaggiati dal Comune. “Il rigassificatore di Piombino si deve installare assolutamente”, ha ribadito il ministro (uscente) della Transizione ecologica Roberto Cingolani. “Dall’inizio dell’anno prossimo – ha aggiunto – è imperativo, non negoziabile, cominciare a rigassificare la metà del primo blocco di Gnl che ci arriverà”.

Jsw pensa allo sconto sulla bolletta del gas

Dopo molti dubbi, anche Jsw Steel Italy si è schierata con forza per la realizzazione del rigassificatore, dopo le rassicurazioni di Snam secondo cui la nave Golar Tundra non interferirà con la logistica delle acciaierie di Piombino. Anzi, Marco Carrai, vicepresidente esecutivo di Jsw Steel Italy, ha evidenziato che “per noi è anche importante che all’interno delle compensazioni ci sia, come sembra, anche una riduzione del prezzo del gas che può far diventare molto più competitivo, rispetto a quello che potrebbe essere, anche il sito industriale di Piombino”. Uno sconto sulla bolletta che fa gola anche ai sindaci dell’Elba, che in caso di semaforo verde al rigassificatore chiedono le stesse agevolazioni promesse alla terraferma.

Tutti i contrari – comitati, sindacati e istituzioni locali – si troveranno in piazza a Piombino il 20 ottobre, e in presidio a Firenze di fronte alla presidenza della Regione Toscana il giorno successivo. Già oggi, 18 ottobre, i docenti della Flc-Cgil hanno protestato a Piombino: ma è la Cgil nel suo insieme a nutrire perplessità sull’opera, sia pure in modo più sfumato. “Non siamo contro i rigassificatori – spiega Fabrizio Zannotti, segretario Cgil Livorno – ma abbiamo una serie di perplessità: la cosa che ci preoccupa di più, e su cui saremo intransigenti, è l’operatività del porto di Piombino, non possiamo permettere che si blocchino le attività”.

I comitati, dal canto loro, hanno davanti l’orizzonte del Tar. “Se Giani firma, per noi il ricorso è atto dovuto”, ha affermato Francesca Marino, portavoce del comitato Liberi per la salute, annunciando la futura richiesta al Consiglio comunale di Piombino di approvare un ordine del giorno contrario all’opera. Il governatore-commissario, dal canto suo, non ha fatto una piega: “Quello che fanno altri enti è libero, è nelle loro facoltà e considerazioni. A me interessa vedere se ci sono le condizioni per autorizzare”, Dunque, si arriverà al 21 ottobre “si arriva con una spinta di determinazione in più per quello che è avvenuto il 13 ottobre” alla riunione degli enti statali, sostiene Giani.

Il Comune all’attacco: “L’opera è sbagliata”

Secondo i comitati, tuttavia, ognuno degli enti statali “per conto proprio, ha scritto una serie di prescrizioni che condizionano e forse renderanno difficile, se non impossibile, la realizzazione del progetto. Un numero notevole di prescrizioni somiglia molto, per noi, ad una mancata approvazione”. E per la prima volta dall’inizio del dibattito sul rigassificatore, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ha presentato le ragioni degli esperti incaricati dal Comune, e dunque “i motivi tecnici, giuridici e scientifici per cui riteniamo che l’opera sia quanto mai sbagliata”.

Per Ferrari “siamo arrivati oggi a dover guerreggiare da un punto di vista tecnico, non più politico, ma non ci arrendiamo”. Oltre alle questioni ambientali, al centro delle critiche del pool del Comune c’è l’operatività del porto.

L’avvocato Michele Greco, citando una nota allegata al verbale della conferenza dei servizi del 7 ottobre, ha elencato una serie di opere richieste dall’Autorità portuale, fra cui l’arretramento della banchina ovest e l’allungamento della banchina nord. “Di tutte queste opere, che l’Autorità dice essere necessarie per il porto per continuare a operare, non esiste un progetto – sostiene Greco -, nessuno le ha mai valutate e sono emerse a pochi giorni dalla chiusura della conferenza dei servizi. Questo fa saltare il presupposto su cui questo procedimento amministrativo è costruito ovvero il fatto che questo porto fosse pronto a ospitare la nave. Queste opere gigantesche dimostrano che non è così. Se la nave entra e non si fanno queste opere, quelle attività non si possono svolgere in condizioni di sicurezza”.

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