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10 febbraio 2023

“Questa la Toscana che vogliamo”

Il nuovo segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi spiega in un intervento il futuro della regione secondo il sindacato.

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di Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana

La Toscana che ha in mente la Cgil è una regione solidale e sostenibile, che valorizza i lavoratori e le lavoratrici, sfruttando le opportunità fornite dai grandi cambiamenti tecnologici, ma anche un sapere figlio della sua tradizione. Una regione con una forte componente di lavoro industriale e manifatturiero, ma che non rinuncia alla valorizzazione ed alle opportunità che le vengono offerte dal suo immenso patrimonio naturale, storico e culturale.

Una Toscana dove sia bello vivere, lavorare, studiare, spostarsi. Una regione che abbia come ossessione la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali. Il contrasto alla rendita fondiaria e immobiliare e la realizzazione di un sistema infrastrutturale, che serva all’apparto produttivo ed agli spostamenti della nostra popolazione, possono diventare una grande opportunità di occupazione e sviluppo. Attualmente la rete infrastrutturale materiale e immateriale e quella logistica sono assolutamente inadeguate, con un deficit strutturale marcato nella Toscana costiera e del sud.

Rilancio di una iniziativa sindacale unitaria che parli alle imprese

Per fare queste cose, pensiamo di rilanciare una iniziativa sindacale unitaria con Cisl e Uil che parli a tutto il sistema delle imprese, a tutte le parti datoriali e alla classe politica regionale, dai sindaci fino al presidente e alla giunta regionale, con l’obiettivo di sottrarre la nostra regione a un declino economico che è anche sociale. I corpi intermedi, demonizzati negli ultimi anni, si dimostrano oggi ancora di più un pilastro della democrazia. Abbiamo tante battaglie da fare insieme, seppur partendo da punti di vista diversi: la più importante, coniugare il fare e saper fare con la qualità dell’ambiente e del territorio, lo dobbiamo soprattutto ai più giovani che meritano opportunità e lavoro di qualità. Dobbiamo costruire assieme un sistema di relazioni industriali che garantisca il rispetto dei due livelli di contrattazione e l’elezione delle Rsu in tutti i luoghi di lavoro, e con cui affrontare insieme il tema della sicurezza sul lavoro non solo con le necessarie normative e i necessari strumenti di controllo e repressione, ma anche attraverso il coinvolgimento diretto di lavoratori e lavoratrici nella figura dell’Rls-Rlst.

Una cabina di regia regionale sul Pnrr

Dare una prospettiva a giovani e meno giovani, autoctoni o stranieri, passa da un incremento significativo della ricchezza prodotta dai settori industriali, artigianali e manifatturieri, rivitalizzando gli stessi sistemi distrettuali che hanno caratterizzato gran parte della traiettoria di sviluppo della nostra regione. L’intervento e la regia dello Stato e della Regione, nell’industria, potrebbero rappresentare una strada. Durante l’ultima campagna elettorale era stato ipotizzato, e da noi condiviso, che Fidi Toscana potesse svolgere una funzione che andasse in questa direzione. Il processo indicato dalla Regione, attraverso la costituzione di un’apposita Agenzia per lo Sviluppo, può essere la risposta giusta ma dobbiamo costruirla insieme. Nei prossimi anni, la Toscana avrà una grande opportunità grazie alle risorse del Pnrr. Sarà un banco di prova decisivo e per questo chiediamo che venga avviata la cabina di regia regionale che non è mai stata attivata.

L’attuale modello di sviluppo amplifica le disuguaglianze

L’attuale modello di sviluppo, fondato sulla terziarizzazione debole che moltiplica precarietà e lavoro povero, produce tanta ricchezza per pochi e amplifica le disuguaglianze. Il risultato è che la disoccupazione morde, i salari sono bassi ed il problema abitativo esplode. Serve una battaglia culturale per un modello di sviluppo e consumo sostenibile, non improntato allo sfruttamento del lavoro e alle privatizzazioni, che riduca gli impatti ambientali sui territori, favorisca la mobilità collettiva e sia finalizzato a far rivivere le comunità urbane, periferiche e rurali, anche al fine di combattere lo spopolamento. La Toscana, poi, deve contraddistinguersi come terra di legalità e democrazia.

Toscana regione d’Europa

La Toscana può e deve crescere valorizzando tutto il suo territorio e non accentrando tutto su Firenze. Costruiamo assieme una Toscana regione d’Europa, che stia alla pari con le aree più avanzate dal punto di vista industriale, sociale e culturale del nostro continente. Ribellandoci al processo di marginalizzazione apportato dalle scelte del governo centrale. Come Cgil Toscana, oltre che denunciare i problemi, vogliamo trovare soluzioni, in modo pragmatico e in linea ai nostri valori.

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