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Industria

21 febbraio 2023

Qf in liquidazione: ecco il commissario per la ex Gkn

In attesa dell’incontro al Mimit col liquidatore Salvatore Sarcone, Fiom e Rsu chiedono l’intervento dello Stato.

Leonardo Testai

A pochi giorni dall’incontro fissato per il 24 febbraio al Mimit – ministero per le Imprese e il made in Italy, l’ex Mise – Qf Spa annuncia l’avvenuta messa in liquidazione volontaria della società che, a fine 2021, aveva rilevato la fabbrica Gkn di Campi Bisenzio. Salvatore Sarcone, 78 anni, già ordinario di Economia aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata di Roma, è il commissario liquidatore incaricato dalla società del patron Francesco Borgomeo, prima advisor di Gkn e poi impegnato nell’infruttuoso tentativo di reindustrializzazione. Sarcone, nella nuova veste, parteciperà col suo gruppo di lavoro all’incontro fissato dal Ministero.

“Essendo trascorsi 12 mesi dall’accordo sottoscritto – afferma Qf Spa – con la richiesta di cassa integrazione e dopo 10 mesi di pagamenti anticipati senza una risposta dalla pubblica autorità competente, con la fabbrica ininterrottamente occupata da oltre 12 mesi con assemblea permanente, la società, preso atto dell’impossibilità allo stato di conseguire l’oggetto sociale, ha ritenuto non più differibile l’adozione della delibera di messa in liquidazione”.

Palla alla Regione per progetti e partner

Con la scelta di mettere in liquidazione la società che ha rilevato la ex Gkn, Borgomeo passa dunque la palla alle istituzioni. In primo luogo la Regione, attiva da tempo nella ricerca di partner industriali per rivitalizzare la fabbrica. Qf infatti “conferma l’impegno già assunto della messa a disposizione della Regione Toscana del sito per possibili progetti di reindustrializzazione, che potranno essere realizzati, una volta venuto meno lo stato di occupazione, nello spirito dell’accordo del 19 gennaio”. Proprio ieri Valerio Fabiani, consigliere del governatore Eugenio Giani per le crisi aziendali, ha ricordato che Palazzo Strozzi Sacrati ha già individuato alcuni soggetti che potrebbero essere interessati a rilevare il sito.

La riconversione, precisa Qf, “potrà anche attuarsi attraverso la cessione dell’azienda o di un ramo di essa o attraverso altre formule tecniche che il professor Sarcone, in accordo con la Regione Toscana, saprà trovare”. Rimane dunque “di primaria rilevanza, secondo l’azienda, “il progetto di parco industriale che potrà essere sviluppato con il coinvolgimento dei vari soggetti che hanno già manifestato interesse al Tavolo della Regione e che si sono dichiarati disponibili a seguire l’impostazione che la stessa Regione vorrà dare ai prossimi sviluppi”.

Fiom e Rsu chiedono l’intervento di Urso

Le rappresentanze dei lavoratori non hanno accolto favorevolmente la mossa di Borgomeo. “Si mette in mano l’azienda ad un liquidatore in un percorso non condiviso con le lavoratrici e i lavoratori, le Rsu e le organizzazioni sindacali e tanto meno con le istituzioni”, accusa la Fiom-Cgil. “Chiediamo al ministro Urso – aggiunge – di intervenire e commissariare l’azienda, è l’unico modo per portare avanti una reindustrializzazione che dia garanzie reali alle lavoratrici e ai lavoratori a partire dalla continuità occupazionale e di reddito”. Per l’intervento pubblico è schierata anche la Rsu. “Più che gettare la spugna, Borgomeo ha probabilmente gettato la maschera. Tutto quanto abbiamo sostenuto si è realizzato. Temiamo che come sempre la risposta delle istituzioni sarà debole o addirittura nulla”.

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Leonardo Testai

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