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06 maggio 2024

In collaborazione con SpeeD
4 min read

Publiacqua, finanziamento di 60 milioni per investimenti su acquedotto e fognature

E’ stato concluso un contratto di 66 milioni con Intesa San Paolo e UniCredit per finanziare un piano di interventi stimato in 332 milioni.

Nicola Perini, presidente di Publiacqua

Presidente Perini, Publiacqua ha appena ottenuto un finanziamento importante da parte di un primario pool di banche, può descrivercene l’importanza?

A pochi mesi di scadenza della concessione abbiamo concluso un contratto di 66 milioni di euro con Intesa San Paolo (in qualità di agente) e UniCredit per finanziare un piano di interventi stimato in 332 milioni. È per noi un traguardo importante per due motivi. Il primo perché, ovviamente, garantisce le risorse per attuare un piano di investimenti utile a ridurre le perdite, sviluppare la capacità di controllo a distanza delle nostre infrastrutture e potenziare il sistema fognario depurativo. Il secondo perché rappresenta il primo finanziamento concesso in Italia ad una società che sta per concludere la propria concessione e la cui restituzione è prevista oltre il termine di concessione stesso. È questo un chiaro segnale di affidabilità del sistema idrico regionale e dei suoi attori, sia istituzionali che della società che rappresento.

Lotta alle perdite, a che punto siamo nel piano di Publiacqua finanziato con il PNRR?

Sono state effettuate tutte le gare e molti dei lavori sono già partiti. Ricordo, ad esempio, l’intervento effettuato la scorsa estate su via Bolognese e quelli in corso nell’area pratese (come via Bologna, il distretto di Mezzana, via Strozzi a Prato, via Scarpettini a Montemurlo etc.) e pistoiese (Agliana, Quarrata, alcuni degli assi viari più importanti della città di Pistoia come, ad esempio, via Gora e Barbatole e via Montalese). Stiamo anche procedendo nella sostituzione dei contatori tradizionali con contatori Smart telecontrollati e nello sviluppo dei distretti idrici. L’obiettivo è rispettare i tempi che ci siamo dati al momento in cui abbiamo acquisito i 50 milioni di finanziamento, ovvero concludere gli interventi entro il dicembre 2025. Abbiamo avuto un ritardo iniziale, dovuto all’espletamento delle gare, ma i lavori stanno adesso procedendo spediti e nel rispetto dei cronoprogrammi.

Quale è oggi il livello di perdite idriche?

Siamo scesi sotto la soglia del 40% arrivando al 39,34%. Un risultato importante anche perché raggiunto pur in presenza di danni rilevanti al sistema idrico dovuti all’alluvione, danni che ci hanno fatto perdere migliaia di metri cubi d’acqua. In assenza dell’alluvione le perdite sarebbero state al 38%. Un risultato importante che testimonia il costante impegno in questo ambito. Nel 2018 le perdite erano pari al 46,45%, con traguardi raggiunti, nella loro riduzione, superiori anche agli obiettivi fissati a livello nazionale dalle Autorità di controllo. Gli obiettivi per i prossimi due anni sono comunque ancora più ambiziosi. Con la conclusione dei lavori finanziati parzialmente dal Pnrr l’obiettivo è di recuperare, in totale, oltre 23 milioni di metri cubi persi e scendere così sotto la soglia del 30%.

Per quanto attiene invece la qualità ambientale, quali sono gli investimenti in corso?

Ricordo innanzitutto che, con la conclusione dei lavori del depuratore di San Casciano, Publiacqua ha realizzato tutti gli interventi per garantire la depurazione alle aree che superano i 2000 abitanti equivalenti. Un risultato che consente ai nostri territori di uscire dalle infrazioni che l’Europa ha aperto nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento delle direttive comunitarie, infrazioni che rimangono invece aperte per molte altre aree del territorio nazionale. Raggiunto questo primo obiettivo, i lavori continuano per garantire la depurazione anche alle aree minori che tuttora restano prive del trattamento. Nel 2023 abbiamo eliminato 53 scarichi liberi in ambiente e nei prossimi anni abbiamo l’obiettivo di eliminarne ulteriori 70. Conclusa questa attività, avremo completato il sistema depurativo della nostra area, eliminando tutti gli scarichi che la normativa nazionale e regionale prescrive di portare a trattamento. Un risultato importante se ricordiamo che, nel 2002, solamente il 10% della popolazione residente nell’area fiorentina era interconnessa al sistema depurativo e che i reflui della città di Firenze venivano scaricati in Arno.

E’ vicina la scadenza della concessione a Publiacqua. Si chiude un primo ciclo, durato oltre 20 anni, e si apre un nuovo orizzonte di pianificazione che interesserà i prossimi trent’anni. Quali sono le principali sfide che attendono il servizio idrico?

Nei prossimi anni sarà centrale la sfida determinata dal cambiamento climatico: lunghi periodi di siccità e temperature elevate a cui si contrappongono precipitazioni concentrate e non prevedibili, come ci hanno dimostrato i fatti drammatici dello scorso novembre. Dobbiamo garantire ridondanza al sistema di approvvigionamento per mettere in sicurezza il territorio (il solo lago di Bilancino potrebbe non bastare nel futuro) ma rivedere anche il sistema di gestione delle acque meteoriche per alleggerire i sistemi fognari ed evitare il rischio di allagamenti. Ci sono altri temi importanti da affrontare: il settore nella sua interezza potrebbe essere ulteriormente razionalizzato con la diminuzione degli attori presenti nei vari processi ma soprattutto potremmo pensare a una tariffa unica a livello regionale. E’ quest’ultimo un tema di governo delicato ma che potrebbe risultare fondamentale per consentire investimenti essenziali per il servizio idrico regionale. La tariffa unica a livello di ambito ha consentito di realizzare, in un’ottica di solidarietà tra territori, investimenti nei piccoli comuni che non sarebbero stati viceversa possibili. Ciò ha consentito di superare problematiche storiche. Adesso è il momento di pensare in scala maggiore: i problemi e le sfide che ci attendono nel futuro necessitano di una capacità di programmazione e pianificazione almeno regionale, ad esempio l’attuazione di un piano per mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico di tutta la toscana. La tariffa regionale potrebbe essere lo strumento per consentire l’ulteriore salto di qualità al sistema idrico dei nostri territori e, di conseguenza, garantire benessere al sistema di famiglie e imprese toscano.

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