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15 novembre 2022

Pitti Uomo fa un altro passo verso il ritorno alla normalità

Presentata a Milano la nuova edizione della fiera che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 10 al 13 gennaio 2023. Le novità.

Silvia Pieraccini

Con uno scenario economico più incerto, ma con eventi e nuove sezioni che puntano a stimolare interesse, tornerà dal 10 al 13 gennaio 2023 la fiera Pitti Uomo a Firenze, la più importante rassegna al mondo di moda maschile. La prossima edizione, la 103esima, vedrà la partecipazione di 760 marchi, per il 40% stranieri, che esporranno le collezioni per l’autunno-inverno 2023-2024 con l’obiettivo di attirare buyer internazionali.

L’export cresce ma all’orizzonte ci sono nubi

L’export dell’industria tricolore della moda maschile nei primi sette mesi dell’anno ha segnato +6% superando i quattro miliardi di euro (fonte Confindustria Moda su dati Istat), con in testa per valore la Svizzera (+2,7% a 486 milioni), seguita da Francia (+11,3% a 462 milioni), Germania (+1,4% a 436 milioni) e Stati Uniti (+46,7% a 390 milioni). Ma all’orizzonte ci sono nubi legate all’inflazione, alla crisi energetica e geopolitica, al rallentamento dei consumi soprattutto negli ultimi due mesi e alle difficoltà legate alla catena produttiva.

Il problema è quello della produzione

Il problema che l’industria della moda ha davanti nel 2023 e negli anni a venire, però, si chiama produzione. La scarsità di materie prime e di semilavorati, insieme con la difficoltà nel trovare forza lavoro, sta creando ostacoli alle aziende grandi e (soprattutto) piccole. “La situazione all’orizzonte è un po’ complicata – ha spiegato Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine, presentando a Milano la fiera – non solo per i costi aumentati ma per l’approvvigionamento di semilavorati e di forza lavoro. Alcune aree del mondo sono ancora bloccate (prima di tutto la Cina, ndr), e ci sono aziende di abbigliamento sportivo che non riescono a produrre perché non c’è forza lavoro: questo sarà una costante nei prossimi anni. L’organizzazione industriale d’ora in poi dovrà essere più precisa”.

L’anticipazione delle fiere sarà uno dei temi del futuro

Le difficoltà produttive stanno avendo riflessi sui tempi di realizzazione delle collezioni: le aziende più grandi cercano di anticiparli, quelle più piccole sono costrette ad allungarli. “Le aziende hanno tempi più lunghi anche per decidere la partecipazione alla nostra fiera”, ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. In prospettiva il tema dell’anticipo delle campagne vendite, che i marchi più strutturati ormai avviano in novembre per l’invernale e in maggio per l’estivo, influenzerà le date delle fiere di moda e delle fashion week. “Alcuni tempi non sono più allineati alle esigenze delle aziende – sottolinea Napoleone – e nel giro di due anni credo che il problema dovrà essere affrontato, ma nel caso servirà un adeguamento di tutta la filiera produttiva”.

Due nuove sezioni al Pitti Uomo

Nel frattempo il Pitti Uomo di gennaio si arricchirà di due sezioni, una dedicata al lifestyle degli animali domestici, PittiPets, che comprende 15 aziende di abbigliamento, accessori, prodotti per il benessere e per la casa; l’altra dedicata al design, ‘The Sign’, con oggetti per la casa, complementi d’arredo, illuminazione.

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Silvia Pieraccini

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