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Impresa

22 giugno 2022

Pitti Bimbo cerca lo sprint

La fiera internazionale della moda junior riparte a Firenze col formato indipendente da Pitti Uomo e 211 marchi.

La collezione Miss Blumarine primavera-estate 2023

Per due edizioni, quelle della pandemia, il salone fiorentino Pitti Bimbo – rimasto l’unico a livello internazionale dedicato all’offerta qualificata di moda junior – era stato “agganciato” nelle date e nella location al fratello maggiore Pitti Uomo, col risultato di restare un po’ schiacciato dalle dinamiche della moda da adulti.

Alla Fortezza da Basso 211 collezioni junior

Con l’edizione 95 che si è aperta oggi, 22 giugno, alla Fortezza da Basso di Firenze (fino a venerdì 24), Pitti Bimbo torna ad essere indipendente, riprende a crescere e avvia la sfida della “sostenibilità fieristica”: dimostrare con i numeri di poter avere vita propria. I marchi che presentano le collezioni per la primavera-estate 2023 sono 211, per il 68% esteri, divisi in due sezioni: 100% bambino raggruppa i brand consolidati da sempre impegnati a vestire i bambini; The kids’ Lab! è una vetrina creativa per le avanguardie internazionali.

La pandemia ha cancellato le sfilate junior di un tempo, ma restano progetti speciali, presentazioni, pop up che propongono prodotti nuovi e curiosi. I visitatori attesi sono qualche migliaio, con un impatto economico sulla città decisamente inferiore al Pitti Uomo.

Per la moda junior un export da record

Nel 2021 l’industria italiana della moda junior ha recuperato terreno, chiudendo con +15,5% di fatturato a tre miliardi di euro, appena sotto i livelli pre-Covid del 2019. In particolare è andato bene l’export (+18,6%) che ha superato per la prima volta 1,3 miliardi di euro e raggiunto un peso-record del 42,8% sul fatturato di settore. In ripresa anche l’import (+11,1%) che nella moda junior è particolarmente importante (quasi 2 miliardi il valore) e mantiene negativo – da sempre – il saldo commerciale (-672 milioni di euro).

Sull’andamento 2022 le previsioni per adesso sono caute: le difficoltà delle aziende, alle prese con gli incrementi dei costi energetici, logistici e delle materie prime, e con i problemi di approvvigionamento e di spedizioni, non lasciano troppo spazio all’entusiasmo.

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