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28 novembre 2022

Pistoia, dalla Fondazione una spinta allo sviluppo

“Puntiamo su progetti di sistema, evitando interventi a pioggia per innescare un’effettiva dinamica di crescita”, lo spiega in un intervento il presidente della Fondazione Caript.

di Lorenzo Zogheri, presidente della Fondazione Caript

Non ha senso cercare risposte semplicistiche a problemi articolati, ma è indispensabile dare risposte univoche per avere almeno una chance di successo. L’obiettivo è raggiungere sistemi sociali più equi e inclusivi, che contemplino competitività, stabilità e sostenibilità della crescita, creazione di lavoro di qualità e riduzione delle disuguaglianze. E’ il messaggio emerso anche dal recente evento Progettare il futuro, che abbiamo organizzato a Pistoia per i 30 anni della Fondazione Caript.

Se dovessi immaginare un ruolo per la Fondazione di domani, direi che debba assumere sempre di più il compito di promuovere soluzioni innovative indirizzate a un cambiamento sociale e allo sviluppo economico. Diventare agenti del cambiamento è oggi il vero senso del fare filantropia. Si tratta di avviare percorsi che istituzioni e mondo produttivo potranno rendere stabili e permanenti. 

In base a una ricerca di Sinloc e Open Impact è stato calcolato che nella provincia di Pistoia su 280 milioni di erogazioni in 30 anni abbiamo avuto una ricaduta economica fino a 870 milioni. La salute pubblica è il settore che ha avuto il maggior impatto con 6 euro di ritorno economico per ogni euro erogato, seguito dalla formazione con 3,2 euro per ogni euro speso. In termini assoluti, è l’ambito dell’arte e della cultura ad aver contribuito maggiormente con circa 300 milioni di euro di ricadute economiche. 

In futuro il nostro obiettivo non deve essere distribuire sempre più risorse, ma distribuirle meglio, in modo che possano dare una reale spinta allo sviluppo economico ed essere una garanzia di aiuto per i più fragili. Per questo motivo abbiamo attivato strumenti di valutazione d’impatto che da un lato ci restituiscano i dati precisi sulle risorse attivate, dall’altro approfondiscano le modalità operative e gli obiettivi raggiunti.

Puntiamo sempre di più su progetti di sistema, evitando interventi a pioggia così da innescare un’effettiva dinamica di crescita. In questo senso è importante la costituzione della Fondazione di Comunità che ha l’obiettivo di selezionare gli interventi prioritari per i bisogni che emergono dal territorio, cercando di mettere insieme ogni contributo: dalle istituzioni al terzo settore, dal sistema delle imprese al coinvolgimento dei singoli.

Siamo anche impegnati a definire un Masterplan della Valdinievole curato dall’architetto urbanista Stefano Boeri. Il suo sguardo innovativo consentirà l’elaborazione di un progetto cornice per definire temi identitari di un territorio unico vocato al turismo e all’accoglienza, attorno al quale tutte le amministrazioni e le forze produttive potranno realizzare progettualità, creare ricchezza e lavoro.

Sul fronte della transizione ecologica stiamo gettando le basi per garantire da una parte l’attivazione di dinamiche imprenditoriali virtuose con il supporto a start-up, imprenditoria giovanile e PMI, dall’altro l’avvio di un percorso che integri a 360 gradi i tre fattori ESG. 

E’ in via di definizione un progetto con la collaborazione dell’hub di accelerazione Nana Bianca. Su un’area verde di 25 ettari sta prendendo forma Gea 2030 dove, nel contesto di un’oasi di biodiversità, sorgeranno hub tecnologici e sociali vocati all’innovazione. L’obiettivo non è limitarsi alla sostenibilità solo in chiave produttiva, ma estendere questo approccio a tutta la società. Non più solo economia circolare, dunque, ma società circolare. 

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