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Impresa

27 luglio 2022

“Per qualità di infrastrutture siamo ancora indietro”

La costa tirrenica può essere grande risorsa per collegamenti ferroviari, è ma indispensabile il potenziamento delle infrastrutture. L’intervento della presidente degli industriali di Pisa.

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di Patrizia Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana

L’alta velocità nei collegamenti ferroviari è ormai diventata una necessità prioritaria e assoluta per la Toscana che si caratterizza come snodo centrale e strategico della mobilità fra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud. Una nazione veramente moderna, indirizzata verso lo sviluppo sostenibile di una mobilità ecologica, non può più permettersi una Italia divisa in due a causa di treni guasti o fermi per ore sui binari, con conseguenti incredibili ritardi. Sempre più spesso riscontriamo una Italia divisa in due, soprattutto nei periodi più critici come in quello estivo.

Le conseguenze di tutto questo incidono profondamente anche sull’approccio delle persone rispetto alla mobilità, con il risultato di favorire la scelta di altri mezzi, come l’auto, e portando all’intasamento di strade e autostrade anch’esse inadeguate e in condizioni critiche, come sul tratto costiero della Toscana. 

Da decenni gli imprenditori, e gli stessi cittadini, si fanno portatori, verso la politica, della istanza di una definitiva e risolutoria progettualità che concluda e potenzi l’autostrada tirrenica; la nostra voce si leva soprattutto per sollecitare interventi di ammodernamento della linea ferroviaria che renda realmente efficiente e veloce la rete dei collegamenti.     
La linea ferroviaria tirrenica è difatti l’unica tratta della penisola in cui non passano i Freccia Rossa.

Il divario tra ideale e reale, quando si parla di territori e città smart, è manifesto sotto il profilo delle infrastrutture.
La provincia di Pisa rappresenta, dopo quella di Firenze, un nodo strategico per i collegamenti tra il Centro-Sud e il Centro-Nord e una fondamentale alternativa per smistare i flussi tra la costa e l’interno.

Ancora una volta l’Unione Industriale Pisana pone l’accento (rendendoli disponibili) sugli studi realizzati dai propri esperti nei quali si dimostra come, nel caso della Pisa-Firenze, con limitati investimenti e interventi di medio termine, sia possibile velocizzare i tempi di tratta.

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