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Impresa

12 dicembre 2022

Otto Pmi toscane fra le “Imprese Vincenti” di Intesa Sanpaolo

Il riconoscimento a Vismederi, Everex, Steve Jones, Aquila Energie, Seco, Tecnoseal Foundry, Cieffe Filati e Miniconf.

Le “dieci storie di successo” premiate da Intesa Sanpaolo in Toscana e Umbria per l’iniziativa ‘Imprese Vincenti’ oggi a Firenze “potranno essere di ispirazione per chi fa impresa in questi territori e per chi vuole misurarsi sulla grande opportunità del Pnrr”. Lo ha detto Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo, in occasione della tappa fiorentina del roadshow di ‘Imprese Vincenti’.

Le aziende toscane premiate, per i loro investimenti in piani di rilancio e trasformazione secondo le direttrici indicate dagli obiettivi del Pnrr, sono Vismederi (Siena), Everex e Steve Jones (Sesto Fiorentino, provincia di Firenze) nel sistema salute, Aquila Energie (Firenze) nel commercio di carburanti, Seco (Arezzo) nell’elettronica industriale, Tecnoseal Foundry (Grosseto) nella nautica, Cieffe Filati (Quarrata, provincia di Pistoia) e Miniconf (Arezzo) nel settore moda e abbigliamento. Per l’Umbria sono state premiate Sitem (Trevi, in provincia di Perugia), e Meccanotecnica Umbra (Campello sul Clitunno, Perugia) che operano nel settore della meccanica.

Vocazione innovativa, la Toscana brilla per brevetti

Secondo Nocentini, la vocazione innovativa delle Pmi di Toscana e Umbria “si rileva anche nella tendenza a brevettare, e difendere le proprie idee rispetto alla competizione internazionale. E’ l’elemento che ha permesso e permette di conquistare quote di mercato sempre maggiori dal punto di vista delle esportazioni”. In particolare la Toscana, secondo una ricerca di Intesa Sanpaolo, risulta ben posizionata per intensità brevettuale con 83,6 brevetti registrati allo European Patent Office per milione di abitanti, meglio della media italiana che si attesta a 74,6.

Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, Toscana e Umbria mostrano una buona capacità di introdurre innovazioni tecnologiche: nel triennio 2018-2020 la quota di imprese con almeno 10 addetti che lo ha fatto è stata pari al 38,9% in Toscana e al 48,5% in Umbria. Le due regioni contano poi 934 startup innovative, il 6,4% del totale nazionale: l’incidenza sulle nuove società di capitali della regione è pari a circa il 3% per la Toscana e al 4,9% per l’Umbria (3,8% la media italiana). La propensione a investire in ricerca e sviluppo è pari all’1% del Pil in Umbria, in Toscana è di poco superiore alla media nazionale (1,5%) con un peso dell’1,6%: tuttavia, Piemonte ed Emilia-Romagna sono sopra la soglia del 2%.

Necessario lavorare sul capitale umano

Il rafforzamento della propensione a innovare, per Intesa Sanpaolo, “passa attraverso la valorizzazione del capitale umano, sia con più investimenti in formazione, sia con l’inserimento in azienda di giovani con elevate competenze”. Tuttavia, secondo i dati Unioncamere/Anpal, a novembre 2022 per più della metà dei casi le imprese toscane e umbre (53%) prevedono di avere difficoltà nel trovare i profili lavorativi desiderati, con punte superiori al 60% per le aree tecniche e di progettazione. In questa ottica ci si aspetta un contributo dagli Istituti tecnici superiori (Its): nel periodo 2010-2021 gli iscritti in Toscana e Umbria sono stati oltre 4.400 (l’8,2% del totale nazionale).

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