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Impresa

27 dicembre 2022

Multiutility, i sindaci empolesi minacciano uno stop

“Ci sono discrepanze con gli atti approvati da alcuni Comuni, solo noi abbiamo rispettato le intese”, accusano.

Spunta un ostacolo sulla via del progetto di Multiutility toscana, dopo il semaforo verde della Corte dei Conti. I 14 sindaci dell’Empolese-Valdelsa hanno infatti diffuso un documento congiunto, ribadendo la loro fiducia nel progetto, ma chiedendo alle altre amministrazioni coinvolte fin qui nel progetto di risolvere una questione: ossia, le incongruenze tra le delibere approvate dai consigli comunali dell’area, e quelle approvate da altri.

Secondo quanto risulta a T24, i Comuni dell’Empolese-Valdelsa lamenterebbero infatti che alcuni consigli comunali avrebbero stralciato dalle delibere la parte tecnica relativa alla quotazione in Borsa della Multiutility, e a quanto capitale andare a collocare sul mercato, con i relativi riflessi sulla composizione dell’azionariato della nuova società.

In ballo lo scioglimento di Publiservizi nella nuova società

“Soltanto nei nostri comuni – affermano i 14 sindaci nel documento – si è arrivati all’adozione di atti pienamente rispondenti alle intese raggiunte a livello istituzionale, mentre in altri consigli comunali sono state finora approvate delibere che da essi si differenziano in punti decisivi. E’ del tutto evidente che l’eliminazione di tale fondamentale discrepanza è condizione imprescindibile per andare avanti nel processo aggregativo nel quale abbiamo riposto e continuiamo a riporre ampie e radicate speranze”.

Dunque i sindaci dell’Empolese-Valdelsa chiedono di risolvere la questione, pena lo stop al progetto, attraverso il no allo scioglimento della holding Publiservizi nella nuova Multiutility toscana. “E’ giocoforza constatare che il permanere di questa asimmetria nelle manifestazioni di volontà dei consigli comunali genera pesanti e ineludibili incognite. Finché l’asimmetria sussiste, procedere allo scioglimento di Publiservizi, che contiene il patrimonio storico del nostro territorio sui servizi pubblici locali, ci risulta pertanto impossibile”.

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