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01 giugno 2023

Lusben (Azimut-Benetti) spinge il refit a Livorno

Ristrutturato il Maltese Falcon, il veliero tre alberi di Perini lungo 88 metri che è un gioiello di design e tecnologia. Oggi la cerimonia di consegna.

Silvia Pieraccini

Lusben, divisione dedicata al refit del gruppo nautico Azimut Benetti (primo produttore al mondo di megayacht e cantiere leader per gamma di modelli), accelera a Livorno, dove dal 2022 ha la disponibilità di un nuovo bacino in concessione che può ospitare grandi navi come quella appena ristrutturata: si tratta del Maltese Falcon, una delle barche a vela più famose e più grandi che sia mai stata realizzata, gioiello di design e di tecnologia. Lunga 88 metri, tre alberi, Maltese Falcon è stato costruito nel 2006 per conto del magnate californiano Tom Perkins nei cantieri Perini di Viareggio, all’epoca in mano al fondatore Fabio Perini che ha inventato un rivoluzionario sistema automatico per il controllo del piano velico.

Oggi la cerimonia di consegna della barca

Ora Lusben ha concluso, dopo sette mesi di lavoro, il refitting del veliero che adesso è di proprietà di un armatore italiano. Oggi, 1 giugno, si è svolta la cerimonia di consegna della barca sulla banchina del cantiere livornese. La commessa, del valore di circa 10 milioni di euro, è destinata a portare prestigioso e immagine alla divisione Lusben, come spiega il direttore commerciale Gianni Paladino: “Maltese Falcon è la dimostrazione che possiamo fare interventi su grandi navi che, per le dimensioni, vanno lasciate in mare. Questo primo progetto ci ha dato grande spinta a potenziare le infrastrutture per accogliere imbarcazioni delicate e con grande contenuto tecnologico”.

Investimenti per 12 milioni a Livorno

E infatti Lusben ha annunciato di recente un piano di investimento da 19 milioni di euro, di cui 12 milioni proprio a Livorno, dove nei prossimi tre anni sarà ristrutturata e ampliata l’area bacini (fino a 220mila metri quadrati, di cui 90mila cantiere), e realizzata una lounge per gli equipaggi con ristorante, fitness e forse anche una foresteria. “Nel refit c’è una componente industriale – spiega Paladino – ma anche una di ospitalità, legata ai servizi a terra che l’equipaggio vuol trovare”.

Il refit è destinato a crescere

In ogni caso, la divisione refit del gruppo nautico, che oltre a Livorno conta le sedi di Viareggio e di Varazze, in Liguria, è destinata a crescere: “Chiuderemo l’anno con circa 45 milioni di fatturato – conclude Paladino – e prevediamo una crescita nell’ordine del 10% all’anno nel prossimo triennio, legata a fattori di natura infrastrutturale, organizzativa, e alla crescita del mercato del refit che è partita durante il Covid ma è attesa soprattutto nei prossimi anni”.

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Silvia Pieraccini

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