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10 ottobre 2022

Lucca, le macchine per la carta fanno i conti col caro-energia

Rivoluzione nei mercati di sbocco: tirano quelli che non hanno problemi energetici. Traguardo di 1 miliardo di ricavi a fine anno.

Silvia Pieraccini

Mauro Celli e Tiziano Pieretti di Confindustria Toscana nord

L’industria lucchese delle macchine per la carta cresce grazie all’export e rimescola i mercati di sbocco a causa del caro-energia. Nei primi sei mesi del 2022 la produzione meccanica del distretto di Lucca è aumentata del 5% in volume, mentre l’export ha segnato +26% in valore. Le stime di fine anno fanno prevedere il traguardo di 1 miliardo di fatturato per quasi l’80% realizzato oltreconfine, da una novantina di aziende con quasi 2.700 dipendenti (dati Confindustria Toscana nord). y

I produttori europei di carta frenano gli acquisti di tecnologia

A trainare l’export sono oggi gli Usa, la Cina e il Medio Oriente, Paesi dove i clienti-produttori di carta (settore energivoro) non hanno il problema dell’impennata dei prezzi dell’energia; rallenta invece l’Europa (finora principale mercato di sbocco con un peso del 52%), messa in ginocchio dal caro-bollette.

“I costi energetici stanno frenando gli acquisti di nuove macchine nei Paesi europei, dove oggi si guarda piuttosto al miglioramento di efficienza degli impianti esistenti – ha spiega in una conferenza stampa Mauro Celli, coordinatore del gruppo Meccanica per la carta di Confindustria Toscana nord (Lucca, Prato, Pistoia) –. Gli investimenti maggiori, quelli in nuove macchine, si concentrano in Medio Oriente, in Cina e negli Usa, mercati in cui non esiste il problema dei costi energetici”.

Al Miac le novità meccaniche per il risparmio energetico

L’industria lucchese della meccanica per la carta, leader a livello internazionale, si riunirà al polo fieristico di Lucca per la rassegna Miac, in programma dal 12 al 14 ottobre con 250 espositori da tutto il mondo (la scorsa edizione ci furono più di cinquemila visitatori). Il leitmotiv sarà la ricerca e l’innovazione sul fronte del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni, declinato nelle novità presentate dalle aziende: Toscotec proporrà un cilindro monolucido in acciaio a induzione elettromagnetica per asciugare la carta, che riduce a zero le emissioni dirette di gas serra; Koerber presenta l’ecosistema’ che integra tutto il processo di trasformazione della carta tissue; A.Celli punta sullo sviluppo di software per la raccolta e analisi dei dati e la tracciabilità dei prodotti.

Il rischio di dumping ambientale

I timori sono per gli effetti dei cambiamenti in atto sui mercati. “I produttori di carta di alcuni Paesi come Turchia, Egitto, Algeria stanno cercando di ‘approfittare’ dei prezzi fuori controllo dell’energia in Europa – afferma Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta e cartotecnica di Confindustria Toscana nord – per riattivare impianti fermi o crearne di nuovi senza alcuna attenzione alla sostenibilità, peraltro aiutati dal prezzo dei noli marittimi che sta tornando ai livelli normali. Si tratta di un dumping ambientale che, alla lunga, può mettere in crisi le nostre produzioni sempre più orientate alla sostenibilità”.

Già oggi l’impennata dei costi energetici mette a rischio la continuità produttiva del settore cartario italiano, col rischio di stop produttivi delle aziende. “Servono provvedimenti che almeno attenuino la pressione che sta schiacciando i conti aziendali – aggiunge Pieretti – Rischiamo di perdere competitività con tutte le conseguenze sul piano economico e sociale”.

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Silvia Pieraccini

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