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Impresa

29 giugno 2022

L’industria dei filati riparte con l’occhio ai costi (triplicati)

Vivacità tra gli stand del Pitti Filati di Firenze, ma l’attenzione è concentrata sulla filiera produttiva, per riuscire a consegnare nei tempi.

Silvia Pieraccini

A fine anno l’industria pratese (e italiana) dei filati recupererà i livelli di fatturato preCovid, anche se l’esplosione dei costi di energia, trasporti e materie prime determinerà una riduzione dei margini delle aziende perché non potrà essere trasferita completamente sui listini.

Entusiasmo e incognite al Pitti Filati

E’ con queste incognite che i produttori di filati per maglieria stanno esponendo le collezioni per l’autunno-inverno 2023-2024 alla fiera fiorentina Pitti Filati, che si è aperta oggi, 29 giugno, alla Fortezza da Basso di Firenze (114 i marchi presenti, di cui 18 stranieri). Entusiasmo da una parte (anche per la possibilità di incontrare nuovamente i clienti in presenza) e preoccupazioni dall’altra (soprattutto per l’aumento dei listini che non si sa come influirà sui consumi futuri) si mescolano in una fiera che, a differenza del Pitti Uomo e del Pitti Bimbo, non è frequentata dai titolari di negozi e dai buyer dei grandi magazzini, ma da creativi, designer e acquirenti di filati destinati a essere trasformati in maglie.

Obiettivo 620 milioni di fatturato a Prato

A Prato – insieme con Biella il distretto di riferimento per i filati – il quadro è positivo e le 80 imprese produttrici (terziste e non), con 1.500 addetti diretti, sono piene di lavoro. Il 25% di fatturato che era stato perso nel 2020 è stato in gran parte recuperato, e quest’anno la prospettiva è che si possano superare i 620 milioni del pre-Covid, il 2019.

Il traino dell’export

La produzione del primo trimestre 2022, secondo i dati di Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia e Lucca), ha segnato +27,8% rispetto allo stesso periodo del 2021 e +9,8% rispetto al 4° trimestre del 2021; il confronto sempre del primo trimestre 2022 con la media del 2019 evidenzia +12,5%. Anche nell’export il recupero è evidente, col primo trimestre 2022 che segna +4% in valore rispetto allo stesso periodo del 2019 (+42,1% rispetto allo stesso periodo del 2021). 

A livello nazionale il 2021 dell’industria dei filati si è chiuso con fatturato a 2,6 miliardi di euro (+28,7%), poco sotto ai livelli preCovid (2,77 miliardi) e export a 837 milioni (+28,6%).

Autore:

Silvia Pieraccini

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