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22 novembre 2023

“L’Industria 5.0 cambierà il mercato, ma i ‘piccoli’ rischiano di restare indietro”

All’assemblea di Confindustria Toscana sud l’entusiasmo del presidente Fabrizio Bernini per la nuova fase fondata su AI e sostenibilità.

Silvia Pieraccini

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Il vicepresidente di Confindustria, Emanuele Orsini (a sinistra) con Fabrizio Bernini, presidente Confindustria Toscana sud

La nuova frontiera dell’Industria 5.0, che ha i suoi cardini nell’intelligenza artificiale (AI) e nella sostenibilità ambientale e sociale, può rappresentare una grande opportunità di crescita per le aziende toscane. “E’ destinata a cambiare il mercato – ha spiegato Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana sud (Arezzo, Siena, Grosseto) all’assemblea generale dell’associazione che si è svolta a Siena -. D’ora in poi non dovremo più essere bravi solo a fare, a produrre, ma piuttosto a capire cosa vogliono i consumatori e perchè lo vogliono. L’imprenditore del futuro lavorerà meno di prima ma penserà di più: deve conoscere, per questo il capitale umano è fondamentale ed è alla base dell’azienda”, ha aggiunto.

L’ultima canzone dei Beatles appena uscita grazie all’AI

Per far capire le potenzialità dell’intelligenza artificiale, gli industriali del sud della Toscana hanno fatto ascoltare ‘Now and then‘, l’ultima canzone dei Beatles uscita nei giorni scorsi grazie all’aiuto dell’AI, che ha permesso di completare la melodia incisa da John Lennon nel 1977 su una musicassetta. “L’intelligenza artificiale – ha detto Bernini – non dev’essere vista come un danno per l’impresa, ma dev’essere conosciuta, provata. Non sono d’accordo quando sento dire dal Governo che “va regolamentata”: non possiamo regolamentare l’intelligenza artificiale sui macchinari, sulla parte industriale o sui servizi, rischiando di perdere competitività; magari regolamentiamo i social network che stanno condizionando la vita dei nostri ragazzi”.

La sostenibilità sarà fondamentale per attrarre occupazione

Ma naturalmente, come accade con tutte le nuove tecnologie e i nuovi impegni sulla sostenibilità, c’è anche il rovescio della medaglia. L’ha messo in luce Angelo Riccaboni, co-fondatore del Santa Chiara Next, spin-off dell’Università di Siena: “I giovani non andranno a lavorare in un’azienda che non è attenta agli aspetti sociali e ambientali – ha spiegato – i talenti sono attratti dalle aziende che rispondono ai principi della sostenibilità, e questo può essere un limite per chi ha piccole dimensioni”. Un limite che tocca da vicino le aziende piccole e piccolissime delle province di Arezzo, Siena e Grosseto come del resto della Toscana e d’Italia, impegnate appunto nella transizione digitale e ambientale: “Sono preoccupato per i costi della sostenibilità delle Pmi – ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria nazionale Emanuele Orsini -. E’ fondamentale non perdere l’occasione della transizione ambientale, ma ricordiamoci che questa ha un costo importante per le nostre imprese e che non possiamo fare da soli”.

Orsini: “Il Governo rinvii tasse e contributi per le aziende alluvionate”

Orsini ha poi mandato un messaggio al Governo sull’alluvione che ha colpito la Toscana: “Rinviate le scadenze fiscali e fate presto sugli aiuti”. Mano tesa agli alluvionati è arrivata da Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria di Banca Intesa Sanpaolo, che ha messo a disposizione 1 miliardo di euro di prestiti agevolati. “La sostenibilità è già oggi un elemento imprescindibile per l’impresa – ha detto Nocentini – I fondi d’investimento valutano i criteri Esg delle aziende e anche le banche per concedere credito commerciale iniziano a chiedere informazioni su criteri Esg con cui viene gestita l’impresa”.

Dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il dirigente Raffaele Spallone, sono arrivate le prime indicazioni sul Piano Industria 5.0 che si focalizzerà sulla trasformazione dei processi produttivi: più alto sarà il risparmio sui consumi aziendali, più sarà alta l’aliquota del credito d’imposta.

Autore:

Silvia Pieraccini

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